Mile failte, diario delle giornate irlandesi del mini rugby. Con riflessioni
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- Creato Sabato, 21 Aprile 2007 00:00

Sabato 25 marzo 2007 i ragazzini del club Nenagh Ormond F.C. di Tipperary sono a Vicenza, ospiti della società locale. Ci sono 150 coetanei, anche da Este, Badia, Verona. I padroni di casa sono ospitali all'eccesso e non fanno mancare nulla, nemmeno un perfetto maltempo nordeuropeo.
Gli irlandesi - che hanno fondato il loro club nel 1884 - portano il loro mini rugby e non li batte nessuno. Ma soprattutto...
Ripubblichiamo la nota apparsa sul sito del Rugby Vicenza, perchè racconta di una piccola storia di rugby e delle belle riflessioni di uno spirito attento.
Cronaca di una amicizia.
Sabato mattina era un freddo tremendo, noi protetti da cappotti e sciarpe ci dirigiamo ad incontrare gli amici irlandesi.
Che belli, fuori dall' ostello i bimbi giocavano a rugby, incuranti del freddo, vestiti con magliette di cotone leggero o alcuni persino in maniche corte! Pure i loro genitori non sentivano il freddo: ma che tosti!
Il capo gita, Mr Liam, ci ha salutato con grande affetto, orgoglioso di aver portati i suoi ragazzi a Vicenza. Tra i piccoli atleti c' era anche una bella bambina con le lentiggini, pure lei si divertiva a passare la palla ovale agli amici. Le foto di rito sulle scalinate di Palazzo Chiericati e poi visita al museo; tutti lì aspettavano il gruppo degli irlandesi, grazie alla intercessione del presidente Sarracco.
I bimbi è stato un po’ difficile tenerli, ma sono rimasti sorpresi dal nostro teatro, e sono rimasti tutti in silenzio ad ascoltare la traduzione fatta da David delle parole della guida. Poi, liberi dagli obblighi culturali , capatina nei negozi per fare acquisti e spuntini vari (tipo cappuccino e gelato). Poi ci siamo divisi in gruppetti grazie all' aiuto di altri accompagnatori dell' under 7 con l' appuntamento in Piazza per le dodici. Allo scadere di mezzodi' la Piazza era allietata da un gruppo che lanciava la palla e si radunava in mischia. Che onore è stato vederli correre su quel selciato: pensare che hanno fatto tanta strada per essere con noi, insieme, uniti da uno sport che non è solo fango da togliere al dopo partita ma che porta con sè ancora dei valori che superano le barriere!
Sabato pomeriggio la curiosità si poteva vedere e toccare; tenere i bimbi concentrati sul lavoro “ordinario” non e’ stato certo facile, anche perché gli allenatori stessi erano distratti da mille chiamate e sistemazioni e… Ma finalmente sono arrivati; e via alla prima di quelle che saranno partite sempre accese ed emozionanti.
Nel primo tempo i nostri parevano disorientati e poco aggressivi; sono stati bravi però nel riprendersi (abbastanza) presto. Il secondo tempo e’ stato invece teso ed emozionante perchè finalmente i piccoli Rangers hanno fatto vedere di che pasta son fatti (quando vogliono, i bricconi....…) e hanno ribattuto colpo su colpo ad avversari agguerritissimi e – francamente, e malgrado l’età – di un altro pianeta.
Finale al cardiopalma con la meta dei Ramgers Vicenza per il 3-3 finale proprio all’ultima azione.
Dopo le docce e la merenda a rifocillare i piccoli atleti, largo alla cena, purtroppo con l’imprevisto della manifestazione che ha visto bloccate alle auto le strade di accesso al campo e molti partecipanti costretti a stimolare l’appetito con una lunga passeggiata.
Alla fine, però, tutti presenti, ed abbiamo dato fondo agli ottimi piatti serviti dall’impeccabile Pelle.
A fine pasto, i discorsi di rito che però di rito, ve lo posso assicurare, non sono stati . Anche perchè abbiamo scoperto che, seppur di lunghissima tradizione (è sorto nel 1884!) il club del Nenagh Ormond non si era mai recato in tour all’estero!!!
Ed allora è stato ancor più bello cantare e brindare; anche perché c’erano due compleanni irlandesi da festeggiare. E la torta offerta da David Lind (un enorme, ma enorme!, campo da rugby con tanto di pali ad H, erbetta verde e immancabile pallone Gilbert) ha saputo sorprendere i festeggiati e meravigliare noi (adesso i nostri figli indovinate che torta vorranno per il loro, di compleanno….....?).
Domenica mattina, purtroppo, si sono materializzate le nostre preoccupazioni. No, non e’ stato eccesso di zelo da parte degli organizzatori per far sentire a casa propria gli ospiti: il (mal)tempo irlandese è stata proprio una sfortuna !
Altro piccolo intoppo, l’ora legale.
L’avevamo ricordato agli Irlandesi, ma nell’allegra confusione della sera prima, probabilmente, era sfuggito. E complice forse è stata anche la “poca abitudine” al nostro buon vino, così amico delle serate in compagnia e così nemico dei risvegli di buon’ora il giorno dopo….
Comunque, poco importa. Più o meno puntuali , siamo arrivati tutti ed abbiamo iniziato un concentramento bagnato ma – almeno per gli Under 9 –molto avvincente, con partite sempre “tirate”, punteggi bassi, buona tecnica da parte di tutti, grande grinta ed impegno. Alla fine, per i davvero forti Irlandesi tutte vittorie, ma con scarti risicatissimi. I complimenti da parte loro per tutti i nostri minirugbisti non sono sembrati di circostanza: non so se se l’aspettassero o meno, ma il livello di preparazione dei nostri bimbi è buono. Diamoci tutti dentro!
Vento e pioggia hanno un po’ rovinato il terzo tempo, che con un pizzico di sole e tutto un campo da rugby da occupare sarebbe stato memorabile. Ma l’allegria non è certo mancata, le bevande neanche ed il cibo neppure; ed era tutto ottimo (ancora grazie a Pelle ed a tutti i “soliti” amici della cucina, ma un enorme grazie anche a tutti coloro che hanno fornito di bontà salate e dolci le nostre tavole: complimentissimi!).
Pensieri.
Cosa ci ha lasciato questa esperienza?
Beh, per esempio ci ha colpito il loro modo di intendere un viaggio: lo spirito di adattamento, la curiosità, la voglia di assaggiare, sperimentare, provare modi di vivere diversi senza preclusioni o preconcetti. Insomma, il privilegiare – in una esperienza all’estero - le cose più interessanti, ponendo in secondo piano quelle logistiche (un letto pulito in un ostello, per intenderci, basta ed avanza. E poi, ci siete mai entrati in quello di Vicenza? E’ spartano, ma pulito e ben organizzato. Ed all’estero ci raccontano di ostelli fantastici ospitati in castelli, velieri ancorati, fattorie…).
Ancora, ci ha colpito il modo in cui i genitori si rapportano con i loro figli: mai invadenti, mai iperprotettivi (avete visto domenica quanti bimbi irlandesi a giocare sul campo, nonostante vento e pioggia?), ma immediatamente presenti in caso di bisogno.
E poi, sotto l’aspetto tecnico, abbiamo potuto toccare con mano quanto conta avere 100 e più anni di rugby alle spalle: racconti dei nonni, dei padri, dei fratelli; frequentazione assidua dei campi di gioco; conoscenza profonda delle regole, dello spirito del gioco; vedere giocate nuove, provarle, sceglierle, adattarle… Io penso che sia stato importantissimo per noi educatori che i nostri bimbi abbiano potuto vedere che certe cose (ovvio, allo stato grezzo) le possono fare anche dei ragazzini come loro, e non solo atleti professionisti con anni di esperienza alle spalle. Ora che hanno visto abbiamo un esempio tangibile da ricordare loro; un esempio che forse ci farà fare un altro passettino in avanti nella loro crescita, un piccolo salto di qualità. Ora sta a noi crederci e provarci.
Alla fine possiamo dire – con un pizzico di soddisfazione – che è andato tutto nel migliore dei modi. E grazie ancora a tutti coloro che ci hanno dato una mano; sono stati davvero in tanti!
Ma ora concludiamo: o meglio, lasciamo tutto in sospeso, perché abbiamo un invito già in tasca per il prossimo anno. Ragazzi, ci aspettano là: e noi non vogliamo deluderli!
Info: www.rugbyvicenza.it



