RUGBY GIRRRLS, il (mini) rugby delle ragazze – Parte IV
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- Creato Mercoledì, 01 Giugno 2011 12:24

Il futuro... della Nazionale. Nelle “retrovie” del mini rugby, intanto, sgambettano e placcano le future Elisa e Lucia di cui abbiamo parlato nella III parte (leggi).
Non lo sanno, ma saranno loro tra qualche anno a comporre le fila azzurre. Nel frattempo si divertono con i maschietti.
Chicca ha iniziato da poco, è una Under 6, gioca con la casacca del Castellana Rugby. “Mi piace fare meta e prendere le coppe!” ha confessato al papà che, curioso, cerca di farsi una ragione del

fatto che oltre ai suoi figli maschi, una moglie che allena, ora anche l’ultima arrivata, femmina, si diletti con il rugby.
A Chicca non interessa se non ci sono altre bambine in squadra e non ha problemi a gareggiare con i maschietti. Le piace molto è giocare a "bulldog" (è un gioco che si fa a volte in allenamento, tipo "uomo nero" con placcaggio). Chicca è disinvolta in campo, un po’ meno davanti ai fotografi che la immortalano alle premiazioni del recente Trofeo Topolino, dove era la bimba più piccola in assoluto.
Le bambine hanno idee chiare.
Martina invece è “già negli Under 8”, della Asr Milano, una veterana quasi… alla mamma che le chiede cosa le piace del mini rugby risponde: “Fare la meta, placcare e dare il massimo in campo”.
Vittoria alla zia che le chiede se non le piacerebbe fare danza risponde “Io voglio fare il pilone!”. Detto tutto.
Saliamo un po’ e sentiamo cosa ci racconta Elisabetta, trascorsi di mini rugby nella Asr Milano e ora con Cernusco e le amiche U14 del Monza. Una di quelle che stanno tenendo duro.
- Come hai iniziato a giocare a mini rugby?
“Tutto iniziò un sabato di splendido sole: così avremmo voluto ma era nuvoloso, stavo guardando l’allenamento di mio fratello Giacomo. Avevo 5 anni e stavo giocando a bordo campo con il fango e a un certo punto mi papà mi dice ‘se vuoi giocare con il fango devi andare con gli altri bambini a giocare!’ e io con grande stupore e gioia ho risposto che mi andava bene. Così il giorno dopo siamo andati a comprare le mie prime scarpe con i tacchetti. E il sabato dopo ho fatto il mio primo allenamento con Pierluigi (l’educatore) e con i miei compagni di squadra. D’allora non ho più smesso”.

- Con i maschietti come andava?
“Ho trascorso sei anni fantastici che non dimenticherò mai. Adesso che gioco con la squadra femminile è tutto diverso: ho uno spogliatoio perchè quando giocavo con i maschi non ne avevo uno preciso. Devo dire che era molto più bello giocare con i maschi, ma era anche più impegnativo. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è avere tanti amici e divertirsi insieme a loro scherzare, vincere, perdere. Mi ricordo che mi piaceva tanto alzarmi alla mattina presto anzi prestissimo per andare a giocare e a divertirmi - cosa più importante- e stare una domenica insieme agli amici a fare una delle cose che amo di più fare. E quindi dico che con i maschietti andava più che bene”.
- Cosa ti piace in particolare del rugby?
“Del rugby mi piace tanto il contatto, il dovere passare il pallone indietro e avere un pallone con una forma diversa e che rimbalza in tutti i modi e non sai dove va. Ma anche stare all’aperto e giocare con qualsiasi tempo e qualsiasi temperatura, pioggia, sole, neve, caldo, freddo, fango, erba, terra. Anche lo stare insieme alle compagne di squadra e dopo la partita alle avversarie nel terzo tempo”.

Anche a Forlì s’è formato un bel gruppo di Rugby Girrrls, le chiamano le Mocciosette. Giorgia è una ’99, ci racconta che ha trovato presto il modo di “entrare in sintonia” con i ragazzi.
”Ho iniziato a giocare dopo che “Zucca”, il mio allenatore, è venuto a scuola a fare un paio di lezioni che mi sono piaciute. Ho deciso di provare ed ho trovato un mondo nuovo dove posso esprimermi e sfogarmi. Sono fortunata perché nella mia scuola di rugby, a Meldola, ci sono ben 6 ragazze mie coetanee per cui il gruppo è bello. Con i ragazzi non ci sono problemi... nel senso che li placco duramente così mi portano più rispetto”.
Weronika Zajac è del 96, il suo allenatore è riuscita a trasmetterle passione per l’ovale: “Inizialmente mi ha incuriosito la proposta fatta a scuola. Ho deciso di provare ma inizialmente le cose non andavano bene: non lo so perché ma ho anche pensato di smettere. Poi la squadra è cresciuta, è diventato allenatore “Zucca” che ci ha fatto amare questo sport alla follia. Per quel che mi riguarda è tutta la mia vita e qui ci sono le persone a cui tengo di più insieme alla mia famiglia e per le quali darei tutta me stessa in caso di necessità, ovvero le mie compagne di squadra ed il mio allenatore. il rapporto coi ragazzi è ottimo per quello che riguarda i piccoli del minirugby con quali facciamo allenamento per migliorare la tecnica. Gli under14 invece ci danno un po’ più problemi perché soffrono il fatto che spesso siamo meglio di loro nel gioco ed allora la mettono sulla forza rischiando di farci male seriamente. Ora la situazione sta gradatamente migliorando ed anche con loro riusciamo sia ad allenarci che avere un rapporto di amicizia”.
In ultimo le parole di Eleonora, Lecco: "Ho iniziato giocare perchè mio fratello giocava e mi è subito piaciuto. Mi piace l'essere tutti amici e che nessuno puo andare avanti da solo, deve aver la fiducia della squadra. Con i maschi... benissimo, ti valutano come loro e quindi non ti distinguono come una ragazzina".
Segue: Rugby Girrrls! - Parte V
Leggi qui la terza parte di Rugby Girrrls!



