RUGBY GIRRRLS, il (mini) rugby delle ragazze – Parte III

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Dal mini alla Nazionale.
Elisa Lisotti ha iniziato con il minirugby facendo un sacco di tornei insieme ai maschi. Poi ha tenuto duro, giocando i pochi concentramenti esistenti per l'under 16 femminile.
Lucia Gai ha iniziato insieme ai maschi con il minirugby e oggi è pilone nella nazionale italiana femminile.
Elisa e Lucia, compagne di squadra nelle Mustang Pesaro, ci raccontano cosa significa per loro il rugby.

- Come hai incontrato il rugby?
“Mio padre giocava – racconta Lucia - mio fratello gioca, passavo più tempo al campo che a casa...cominciai a giocare a 6 anni ma fino a una certa età in contemporanea praticavo anche altri sport. Li ho provati tutti ma quello più bello è proprio il rugby!

rugby-girrrls-05Per Elisa invece l’amore per l’ovale è sbocciato a scuola...
"Ho conosciuto il rugby grazie alla scuola. Quando avevo 11 anni (prima media) Francesco Gai, l’ex  presidente e allenatore della società femminile di rugby a Pesaro, è venuto durante due lezioni di educazione fisica a insegnare a noi ragazzi le regole base del rugby e a farci fare qualche esercizio specifico. Non sapevo ancora bene cos’era il rugby ma mi son buttata in un’esperienza fantastica. Il rugby ti entra nelle vene, non riesco neanche ad immaginare di poter smettere un giorno”.


- Nel mini rugby si gioca tra maschi e femmine... quali sono i ricordi di quella esperienza? Come sono i maschietti con le ragazze in campo?
“I bambini mi trattavano proprio come loro – ricorda Lucia - se non meglio perché ero l’unica femmina”.

Elisa ha il ricordo di “un’esperienza di vita fantastica. All’inizio sono nate incomprensioni perché i ragazzini a quell’età tengono le distanze dal mondo femminile, ma dopo qualche tempo si arriva ad avere un buon rapporto anche con i maschi, forse anche migliore di quello che si può avere tra ragazze! In campo devo dire che i maschi non hanno troppo riguardi per le femmine… ma neanche le femmine per i maschi! A dodici anni non ci son troppe differenze fisiche per cui a volte le ragazze sono più grosse e cattive rispetto ai ragazzi!”

- Il rugby femminile è poco conosciuto, cosa diresti per convincere le ragazze a provarlo?
“Il rugby non è solo uno sport, ma uno stile di vita - spiega Elisa. Allenandoti ogni giorno con le tue compagne non impari solo a giocare a rugby, ma impari a vivere nel rispetto delle regole, a sostenere i tuoi compagni, a non smettere mai di inseguire la tua meta anche se a volte è difficile. Più passa il tempo e più ti rendi conto che le tue compagne sono anche la tua famiglia e troverai sempre sostegno in loro anche fuori dal campo. Questo è il rugby e penso che ogni ragazza debba provare l’esperienza che sto vivendo io”.

- Elisa, rugby, sport "per uomini duri". E le donne che lo praticano come sono?
“Le donne son più toste degli uomini! Per giocare a rugby ci vuole spirito di sacrificio e molta tenacia, penso che siano qualità più insite nelle donne. Le ragazze che fanno rugby vengono spesso considerate dei “maschiacci”, ma non è affatto vero, ci sporchiamo per terra e siamo cattivissime mentre giochiamo, ma fuori dal campo manteniamo la nostra femminilità”.

- Anche Lucia ha un attaccamento forte verso il suo sport e non esita a promuoverlo...
“Giocare a rugby è una cosa speciale per me. A volte le ragazze hanno paura di provare perché credono di farsi male o addirittura che vengano le cosce grosse… in realtà penso che provare non faccia male a nessuno. Quando avranno provato probabilmente le ragazze torneranno. Non so bene per quale motivo, forse perché in quanto sport di squadra, dove tutti devono giocare per tutti altrimenti non funziona, il gruppo che si crea è davvero fantastico. Un gruppo di compagne, un gruppo di amiche che farebbero qualsiasi cosa per le altre. Anche al di fuori del campo ci si trova con legami molto forti. Le donne che giocano a rugby penso che siano molto determinate per il semplice motivo che devono fare tanti sacrifici (fatti molto volentieri) pur di ritrovarsi agli allenamenti e alle partite. Perché ad ogni livello di questo sport, dal più basso al più alto, noi donne dobbiamo fare il massimo che possiamo nel pochissimo tempo a disposizione che rimane dopo il lavoro o lo studio. Perché per noi è più importante andare all’allenamento sotto la pioggia del venerdì sera che andare a cena fuori o a bere. Perché nessuno ci regala niente, bisogna andare avanti anche quando le cose sembrano non funzionare più…perché poi con il gruppo tutto torna a girare al meglio!”

- Lucia, da pulcini del mini al le entusiasmanti vittorie nel 6  Nazioni, cosa si prova?

“Queste due vittorie del 6 nazioni ripagano di tutti gli sforzi fatti, di tutte le sedute in campo e in palestra. Queste due vittorie stanno a dire che non dobbiamo fermarci qui ma continuare a crescere e a lavorare bene…continuare nonostante la poca considerazione che tutti ci danno. Queste due vittorie sono una delle cose più belle che ho ricevuto quest’anno, forti emozioni vissute assieme alla squadra e quindi emozioni alla massima potenza. Una grande soddisfazione, perché sono vittorie davvero meritate!”

(continua: ecco le future giocatrici della Nazionale: Rugby Girrrls IV parte )

Leggi qui la seconda parte di Rugby Girrrls!

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