Sport, la tribù è meglio, il rugby di più
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- Creato Venerdì, 11 Dicembre 2009 02:21

Tribù. Tribalismi, riti, condivisione… questo è lo sport che piace sempre più, così come emerge dal terzo convegno dal titolo "Lavori in corsa" che si è svolto oggi a Roma presso la sede della Fondazione Censis sul tema sport e comunicazione, organizzato dalla Acciari Consulting e dal Censis servizi.
Il convegno (che ha coinvolto circa 100 soggetti tra aziende ed esperti del settore) ha presentato gli esiti della tradizionale ricerca Censis sullo sport, sui rapporti con la società e i gusti della gente.
I risultati mostrano che lo sport sta entrando in maniera significativa nella vita di tutti i giorni, ovvero è un fenomeno sociale sempre più ampio e profondo.
Sport come tribalismo
Ed ha impatto anche sul mondo della comunicazione, dove gli sport definiti "tribù" stanno sempre più attraendo le aziende, che segmentano per sport: il popolo del rugby, della vela, del golf, del motociclismo… gli sport «tribù» sono capaci di generare nuovi stili di vita e di consumo.
Perché emergono gli sport “tribù”?
Scandali cagionati da sportivi e dirigenti immorali, violenza, doping… hanno ridotto l’effetto spettacolo e hanno indotto la necessità di accrescere l’identificazione sui valori.
Emergono così gli sport che fortificano i legami sociali tra spettatori ma anche tra spettatori e atleti, quelli che hanno abitudini e luoghi di raduno, valori e uno stile di vita invitante.
La ricerca sottolinea che pure in un momento di crisi come quello attuale, lo sport mantiene invariata la sua attrattività: nel 2009 il 52% degli investitori pubblicitari ha scelto lo sport per comunicare contro il 47% nel 2008, seguito dalla musica con il 14%, ed il sociale con il 9,1%.
E quale è lo sport “tribale” più attraente? Il rugby, crescono golf, fitness, vela.
I canali prediletti di questa comunicazione sportiva saranno la Pay tv e il web 2.0.
Grandi eventi e supercampioni
Il dato va esploso per capire dove le sponsorizzazioni sono destinate a incrementare il loro peso.
Le previsioni dicono che le sponsorizzazioni si orienteranno sugli sport di tribù (vela, golf, rugby, basket: 48%), di massa (calcio, F1, motociclismo, ciclismo 41%), di nicchia (snowboard, skate 7%) e sugli sport tradizionali (volley, tennis, nuoto… per il 4%).
Gli investimenti in comunicazione attraverso lo sport si riverseranno su campioni di successo e grandi eventi.
Nota dolente, invece, la caduta degli investimenti delle PMI che colpisce le piccole società e associazioni sportive che sono più di 70.000 in Italia ei cui bilanci sono coperti mediamente per un terzo dagli sponsor. 6 società sportive di base su 10 hanno visto calare le entrate, e di queste il 70% attribuisce il dato alla riduzione delle sponsorizzazioni che provengono dal proprio territorio.
Tempi grami per la base?



