London Irish, gli "exiles" di Sunbury

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Siamo sul finire del 19° secolo. Si gioca a rugby già da un po’ e fioriscono i team. Londra è già una grande città, crocevia di traffici e di persone, diverse sono le comunità di immigrati nella metropoli in riva al Tamigi. Nel 1878 vengono fondati i London Scottish e nel 1895 i London Welsh.
ISono questi gli “exiles’ club”, le squadre che facevano comunità e rinforzavano i legami con la propria cultura d’appartenenza, via via messa alla prova dalle nuove abitudini inglesi.
Della urgenza di creare un club anche per gli irlandesi erano convinti su entrambe i fronti del mare d’Irlanda.

Così, nel 1989 ecco che un gruppo di irlandesi di stanza a Londra – avvocati, uomini d’affare e politici che condividevano, oltre alla passione per l’ovale, anche un forte spirito patriottico - decise di fondare il London Irish Rugby Football Club.

london-irishA fine settembre di quell’anno i London Irish erano pronti all’azione e il 1 ottobre giocarono il primo match, contro gli Hammersmith presso l’Herne Hill Athletic Ground 

nel sud est di Londra.
La presenza di un nome come quello di Louis Magee e del primo R.S. Dyas portò diversi club londinesi ad accettare la sfida di un incontro, tra questi Blackheath, Rosslyn Park, i Saracens e i Wasps.
Nei primi 10 anni di vita il club giocò 28 incontri, riportando 15 vittorie e 13 sconfitte. Nel 1911 la prima trasferta nel Continente, a Le Harve.

Poi venne il primo conflitto mondiale che si portò via diversi giocatori e solo dopo il 1923, quando il libero stato irlandese fu creato, la vita del club riprese vigore con l’arrivo di nuovi giocatori e il raggiungimento di nuovi record. S J 'Cags' Cagney, cresciuto nel club, ebbe 13 caps con la maglia verde dell’Irlanda tra il 1925 e il 1929. In questo periodo gli incontri con altri club - come Leicester e Cardiff – divennero regolari.
Altri nomi importanti nel periodo furono quelli di Cecil e George Beamish, quest’ultimo poi capitano della nazionale verde e appartenente alla squadre di avieri che nella Seconda Guerra Mondiale parteciparono alla famosa Battle of Britain.
Nel 1931 il club pose fine ai suoi peregrinaggi, comperando per 1280 sterline 12 ettari di terra in Avenue Road, a Sunbury on Thames, nella zona sud est di Londra.
Il 5 dicembre il campo fu inaugurato con un onorevole 8 a 8 contro i quotati London Welsh, ma durò poco: dieci anni dopo il Governo lo requisì e lo seminò per sfamare la popolazione della capitale duramente colpita dagli effetti del conflitto mondiale. Il club si spostò al Rectory Field in Blackheath.

Dopo la Guerra il club rifiorì. Vi si accasarono giocatori importanti: Des O'Brien (che poi nel 1966 guiderà il tour dei Lions in Nuova Zelanda), Kevin O'Flanagan, Jim Corcoran, John Daly che giocarono per i verdi nel Five Nations.
Il club abbandonò l’idea di sviluppare l’impianto di Sunbury e si accordò per dividere quello di  Rectory. Nel 1951 I London Irish divennero il primo club britannico ad ospitare una squadra italiana in tour (Roma).
Negli anni 50 fu creata anche la sezione dedicata agli studenti, la base per gli sviluppi futuri.
Tra tutti i giocatori del periodo un nome eccellente fu quello del mediano di mischia Andrew Mulligan (debutto a 16 anni)  che poi giocò per Cambridge, nella Nazionale irlandese, per i Lions e i Barbarians.
Il club decide poi di tornare a Sunbury.
L’ultimo match al Rectory Field fu giocato l’11 aprile del 1959 (vittoria sugli Old Merchant Taylors). Raccolti i fondi per costruire le tribune, i London Irish il 9 settembre 1959 inaugurarono la loro nuova casa.
Fu disputata una partita tra una selezione di giocatori che rappresentavano i tre “exiles clubs” di Londra (Irish, Scottish, Welsh)  contro un XV selezionato da K. H. Chapman degli Harlequins. Stagione di record quella, con 0 sconfitte nel tabellino per gli Irish.

Questi ed altri successi vennero celebrati all’immortale Fitz's Bar, un vecchio capannone di legno che stava al margine del campo. Inizialmente quei locali servivano da spogliatoio e da sala del the (siamo in Inghilterra!), poi Fitzy li trasformo in un vero bar.

Giunsero goi anni ’70, di cui si ricordano  il leader Ken Kennedy e altri eccezzionali giocatori come Mick Molloy e Barry Bresnihan. Divennero “doi moda” anche i tour pre stagione e famosi furono quelli degli Irish in Francia e in Sud Africa.
1980, un anno eccezionale per il rugby d’Oltremanica: la nazionale vince il Grande Slam, gli Irish  giocano per la prima volta la finale della John Player Cup a Twickenham,– capitanati da John O'Driscoll  - contro Leicester e risultano il miglior team londinese nella RFU Club Merit Table.
1981: primo piacevole tour in Canada, l’anno dopo gli Irish vanno in Nigeria, esperienza meno gratificante.
Gli anni ’80, dal punto di vista del gioco, furono comunque poco esaltanti, gli impegni di lavoro rubavano tempo agli allenamenti…

La base, tuttavia, del club continuava a crescere. Uno degli sviluppi più importanti fu la nascita del settore del mini rugby a Sunbury con tanto di torneo che continua ad essere un riferimento per altri eventi simili.
Con gli anni ’90 arriva il professionismo, una sfida che gli Irish hanno raccolto, per essere protagonisti in patria e anche nel mondo.

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