Laggiù a Cape Cost c'è un club che...

minirugby.it-solidarietaI social network sono sempre più fonte di nuove amicizie, spunti, informazioni. L’ultima in ordine di tempo ad interessarci, attraverso il nostro gruppo Facebook Mini Rugby Grande Sport, è di pochi giorni fa.
Francy, mamma bresciana che ha un figlio che gioca per il Rugby Fiumicello, ci segnala un piccolo e tenace club africano che non ha quasi nulla se non la voglia di giocare a rugby dei ragazzi che lo frequentano: il Blessed Rugby Club di Cape Coast, Ghana.
Il club è prevalentemente frequentato da ragazzi orfani e di strada – tra gli 11 e i 18 anni - e ha scarse dotazioni materiali… “solo tre palloni” ci confida Francy. Hanno bisogno di aiuto.
Fondato da Michael Otoo nell’aprile del  2008, nonostante alti e bassi il Blessed RC ha saputo guadagnarsi l’affiliazione della Ghana Rugby Association.

Micheal ci scrive qualcosa di più ed è molto chiaro: “Il rugby non è uno sport molto conosciuto qui, e abbiamo difficoltà a promuoverlo, soprattutto abbiamo problemi in termini di logistica e attrezzature”.

blessed-rugby-club-ghanaVorrei rispondere che anche noi qui ci lamentiamo spesso perché mancano i campi per promuovere capillarmente il rugby, ma riflettendoci… sì, insomma.
“Principalmente lo scopo per cui lavoriamo è rendere popolare questo sport tra i giovani di Cape Coast e dintorni. Attualmente abbiamo 27 ragazzi iscritti al club. Contiamo di ricevere più attenzione da chi può aiutarci anche grazie al sito web che stiamo implementando. In Ghana trovare sponsor è difficile principalmente perché quasi nessuno conosce questo sport. Così, qualsiasi aiuto ci arriverà dall’estero sarà il benvenuto”.
I ragazzi giocano a rugby ogni giorno, dopo la scuola, anche in spiaggia, e Michel -  che pratica rugby da quando ha 15 anni -desidera trasmettere loro la sua esperienza e quel che ha imparato, principalmente i valori: solidarietà, impegno, consapevolezza di sé, umiltà, condivisione, voglia di farcela, tolleranza, rispetto, apertura verso il prossimo. “Siamo focalizzati su ogni singolo ragazzo, speriamo di aiutarlo a costruire una vita migliore per sé, la sua famiglia e l’intera comunità”.
Obiettivi sfidanti, che vanno al di là del mero “ti insegno come si gioca a rugby”, obiettivi che Michael si è dato e che sono universali. Chissà quanti club manager da noi hanno davvero le idee chiare su questo.

“Oggi c’è vitalità attorno al club grazie a nuovi arrivi. I ragazzi non solo apprezzano il gioco, sono anche molto contenti per le amicizie e le occasioni di condivisione che gli eventi collaterali creano. Alcuni ragazzi si allenano dal 2008 e confidiamo di fare ottime cose nel 2012. Credo che il Ghana possa avere un grande futuro in questo sport, i nostri hanno velocità, forza, agilità, ottimi attributi per il rugby!”:

Chi vuole dare una mano al Blessed Rugby Club sarà il benvenuto;  servono le dotazioni di base: palloni, pettorine, conetti, maglie e – visto che cominceranno anche le partite con altri team su campi in terra – anche scarpe usate. In ultimo, naturalmente se qualche allenatore italiano volesse sperimentare una vacanza ad insegnare rugby in Ghana…

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