Gli Azzurri in azione per Intervita

Il 20 prossimo sarà la "Giornata Onu per i diritti dell'infazia".Il 20 novembre 2010 la Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia compie ventun anni: un traguardo che ogni anno è negato a 8,8 milioni di bambini nel mondo che muoiono di fame prima di compiere 5 anni (dati Unicef).
Nell'occasione la Nazionale italiana di rugby è scesa in campo per aiutare l’Associazione Intervita Onlus -  un'Organizzazione Non Governativa di cooperazione allo sviluppo, aconfessionale, apartitica e indipendente, nata a Milano nel 1999, operante nei paesi del Sud del mondo, con partner locali, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni delle aree più povere.
Fino al prossimo 21 novembre basterà inviare un "SMS solidale" al numero 45593 per sostenere Intervita Onlus nella campagna Diritti alla meta!, della quale è testimonial la Nazionale Italiana di rugby.
I fondi sono destinati a promuovere i diritti dei bambini in Benin, Cambogia e Brasile, paesi in cui molti di essi sono vittime di povertà, abbandono e sfruttamento.
La Nazionale ha realizzato uno spot in sostegno di Intervita:



I progetti di Intervita a favore dei bambini prevedono attualmente:
Benin: promozione del diritto all’istruzione, alla salute e alla famiglia anche attraverso l’iscrizione all’anagrafe dei bambini come affermazione della loro esistenza e dei loro diritti; Cambogia: sostegno fisico e psicologico ai bambini vittime della tratta di persone e ai bambini di strada a rischio di sfruttamento sessuale; Brasile: contrasto dell’assenteismo scolare, del lavoro minorile e dello sfruttamento sessuale di bambini ed adolescenti, attraverso la formazione dei ragazzi e dei loro insegnanti.

Sempre secondo Unicef, 148 milioni di bambini sotto i cinque anni sono sotto peso, 101 milioni di bambini non frequentano la scuola primaria, e la maggior parte sono bambine, e 22 milioni di neonati non sono protetti dalle malattie con le vaccinazioni di routine.
La peculiarità di Intervita Onlus è quella di realizzare progetti di sviluppo integrato: sceglie cioè di intervenire in zone con un alto indice di povertà dove, operando in diversi ambiti contemporaneamente - salute, istruzione, sicurezza alimentare, sviluppo economico, diritti dei bambini e delle donne, sostenibilità ambientale e partecipazione comunitaria - si propone di creare solide basi per uno sviluppo reale e duraturo delle comunità.

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