Pierino ci mancherai!
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- Creato Sabato, 03 Dicembre 2011 23:52
Quello che vedete nell’immagine sotto tra due “pezze” di uomini - Ryan Jones e Scott Andrew – è Pierino. E’ quello bassino e con le orecchie a sventola.
Pierino oggi ne ha combinata una… ha detto basta. Non basta del tutto, ma basta a giocare tra i ragazzi di Dio, il XV della nazionale del Galles. Che per un gallese è come tagliarsi una mano. Pierino “se l’è tagliata” oggi quella mano, nel test match giocato nel tempio del Millenium a Cardiff contro l’Australia, finito 24-18 per i Wallabies, con una sua meta, la cinquantottesima.
Pierino è Shane Williams. Chiedete al vostro figliolo che sta in Under 10 e vedrete che lo conosce. Shane Williams lo conoscono tutti, è un mito, non per bellezza o simpatia, ma per la sua velocità. E direi anche per il coraggio, perché se sei alto 170 cm e giochi in mezzo a certi bestioni, di coraggio ne devi avere da vendere.
Pierino, pardon, Shane Williams è nato il 26 febbraio 1977 nella comunità di Morriston, a Swansea (Galles). Gioca come ala, in forza agli Ospreys. E’ stato nominato in passato giocatore dell’anno dal l’IRB, top scorer della nazionale dei Dragoni con la quale ha vinto due volte il Sei Nazioni.
Shane Williams è un talento rubato al calcio. E’ sempre stato piccolo Shane e così gli avevano lasciato intendere che non era il rugby lo sport adatto a lui. "Ho iniziato alle elementari – raccontò ad un quotidiano anni fa prima di un match con l’Italia -. Avrò avuto nove anni. Noi vestiti in una orribile maglia grigio scuro, l'altra scuola in giallo. E io, già allora, ero molto, molto piccolo. Era una giornata terribile, vento, pioggia, tipico tempo gallese. Ma mi divertii un sacco. E se ami il rugby sotto la pioggia, lo amerai sempre".
Per anni così ha praticato il calcio, iniziando come portiere nel Cwmamman United A.F.C, a rugby ci giocava sporadicamente e lui stesso ammette di essere stato sempre indeciso su quale fosse davvero il suo sport.
Poi lo Amman United RFC lo chiamò per un match e lui segnò 5 mete.
Shane Williams è un gran giocatore. Ma soprattutto una fantastica eccezione che ispira e fa sognare chi non ha o non avrebbe il phisique du role per giocare a rugby. Perché se è vero che a rugby giocano tutti, è anche vero che in questo sport di contatto e combattimento, a un certo livello avere un fisico “importante” è la regola.
Nick Mallett - gli fu fatto notare - sostiene che oggi solo chi è alto, forte e veloce può giocare a rugby. "Lei è velocissimo, ma non altissimo".
"Sono d'accordo in parte con Nick - parole di Williams -. Oggi devi essere potente e resistente. Però non è necessario essere alti due metri: credo di aver dimostrato in questi anni che si può essere piccoli e giocare bene a rugby, a patto di dare sempre il massimo in gara e in allenamento. Se ti alleni, puoi migliorarti. La qualità base è la voglia di lavorare. Di applicarsi tutti i giorni. Perché il rugby è uno sport molto complicato".
Shane dimentica di dire che una velocità come quella di cui è dotato naturalmente lo ha aiutato in modo determinante ad essere quella fantastica eccezione che di fondo conferma la regola.
Però il suo esempio, più che una illusione, può offrire un insegnamento importante ai nostri ragazzi: miglioratevi e date sempre il massimo. E naturalmente divertitevi.



