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Claudio Torresan: grande esperienza per 100 minirugbisti |
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venerdì 29 settembre 2006 |
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Spotlight!
Claudio Torresan, estremo/apertura proveniente dal vivaio del Rugby San Donà, ora è Direttore Tecnico del Venezia Rugby Academy che conta circa 100 mini rugbisti e Allenatore della prima squadra S.S. Rugby Lido Venezia. Insegna educazione fisica ed è Tecnico FIR 2° Livello.
Vanta 250 presenze in serie A con la maglia di San Donà e per 2 campionati è stato il maggior realizzatore. Numerose presenze negli anni ‘80 nelle Nazionali italiane “minori” (juniores, militare, B ) e 21 caps nella Nazionale Italiana con cui ha partecipato anche ad una delle prime Tournèe nel Sud-Pacifico nell’anno. Claudio sa molto di rugby e ci racconta qualcosa della sua esperienza di minirugbista.
MR- A che età hai iniziato a giocare? Come è successo? C.T. - Allora non si cominciava a giocare prima dei 13 anni ma io a 12 già ero in campo con mio padre che era dirigente e tecnico della società. MR - Cosa ricordi con più piacere degli anni passati nel minirugby? C.T. - La gioia di giocare e poi con gli stessi ragazzi trovarmi anche fuori dal campo nei momenti di tempo libero. MR - Sapevi già cosa avresti voluto fare da "grande"? C.T. - Come tutti i ragazzi che sono appassionati di uno sport si cercava di imitare i più grandi , a cominciare dagli esempi di casa come la prima squadra fino ai mitici giocatori anglosassoni e francesi anche se non avevamo tante possibilità di vederli come adesso. MR - Il momento più felice e quello più triste. C.T. - La prima vittoria a Casale durante il primo campionato under 14 che si giocava a tutto campo 15 contro 15: fu memorabile per noi, e tornammo a casa talmente euforici che ci sentivamo i campioni del mondo!!! Invece all'inizio dello stesso campionato, dopo 2 minuti della prima partita , mi sbucciai un ginocchio (i campi in erba non ce n'erano molti) e ciò compromise il mio rendimento per tutta la partita alla quale avevo pensato tutta la settimana precedente sognando una grande prestazione coronandola con una meta; e invece... MR - L'allenatore che ricordi con più simpatia e affetto. Cosa ti ha lasciato? C.T. - Per la mia carriera rugbystica o per la mia crescita come uomo qualcuno mi ha insegnato di più come tecnico e qualcun'altro è stato un esempio di comportamento. E’ importante cogliere il buono da ogni esperienza ed incontro. MR - Cosa ti ha insegnato il minirugby e cosa dovrebbe insegnare a tutti i bambini che lo praticano e che lo praticheranno? C.T. - A tutti i bambini che lo praticano e che lo praticheranno il rispetto per gli altri: ricordarsi sempre, inoltre, che si gioca "con" l'avversario e non "contro". MR - Rivolgi il tuo personale augurio ai ragazzini che ti leggono. C.T. - Spero che vi divertiate sempre a praticare questo bel gioco, vivendolo in modo naturale e spensierato, condividendo la vostra felicità con chi vi è vicino. In bocca al lupo!!!
(MR Redazione in collaborazione con Venezia Rugby Academy) |
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