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RUGBY GIRRRLS, il (mini) rugby delle ragazze – Parte I Stampa E-mail
venerdì 20 maggio 2011

                           Spotlight!

Chicca ha un musetto dolce che nasconde il suo temperamento. Gioca nella Under 6.
Chicca qualche giorno fa l’ho vista puntare un tipetto con la maglia bianca e rossa e… zacchete, l’ha tirato giù. Gli ha fatto un placcaggio secco e ha messo fine alla sua corsa. Poi, siccome quelli con la maglietta bianca e rossa non demordevano, Chicca – che ha una bella maglietta gialla e blu – ci ha provato ancora. Zacchete, senza scene, senza perdere la sua candida timidezza ma con grande piglio.
Rugby Girrrls: chi le ferma?Chicca è una principessa e una volta, in gita, sempre con lo stesso sguardo fermo che riserva ai suoi avversari, mi ha permesso di prenderla in spalle per fare l’ultimo tratto di salita, ma solo per fare un piacere a me che glielo avevo chiesto, naturalmente.
Le bambine del mini rugby sono così, hanno un visetto dolce ma sono decise, molto decise, devono farsi rispettare dai maschi no?
Il rugby è uno sport maschio e maschile – dicono – ma osservando con attenzione da sotto il caschetto si vedono fluire talvolta lunghe chiome femminili. Sono loro, le Rugby Girrrls!

Rugby Girrrls: quante sono?
Senza la pretesa di indagare in modo esaustivo le dimensioni del rugby delle ragazze, proviamo a gettare un po’ di luce, a regalare un po’ di attenzione.
Partiamo dai numeri, per avere una idea della dimensione del movimento del mini rugby delle bambine e ragazze, che – come è noto – giocano con i pari età dell’altro sesso dalla categoria d’ingresso, l’Under 6, fino alla Under 12 inclusa. Poi, con la categoria Under 14 cominciano, tra mille traversie, a giocare solo tra loro.
In Italia, il movimento giovanile, fino alla Under 16, che è la prima categoria femminile strutturata, le iscritte alla FIR sono più di 3.700, di cui circa 2.500 nel mini rugby (da U6 a U12). Le Senior sono 1070 (tabella in calce).

Categoria
 Tesserate
 Under 6
 28
 Under 8
 177
 Under 10
 892
 Under 12
 1.444
 Under 14
 662
 Under 16
 537
 Senior F
 1.070
 Fonte: FIR

Maria Cristina Tonna, Team Manager della Nazionale azzurra maggiore femminile e Responsabile FIR per per il settore ci spiega come è organizzata l’attività femminile in Italia.
“In Italia abbiamo un campionato a 15, giocato al momento da 10 squadre che divise in 2 gironi si contenderanno lo scudetto. C’è poi la Coppa Italia a 7 (ma preciso che non si tratta di rugby Seven e che si gioca su metà campo) che io definisco la mia terza figlia, perché sto seguendo questo progetto dalla sua nascita passo passo come si fa con i neonati; ha come obiettivo specifico la propaganda e lo sviluppo sul territorio del rugby giocato dalle ragazze, e lo giocano in Italia 50 squadre divise in 5 gironi geografici. Questa competizione ha il suo momento clou nella finale alla quale accedono tutte le squadre che vi hanno partecipato; le migliori piazzate di ogni girone si contendono il titolo. A fianco della Coppa Italia si sviluppa anche l’attività Under 16, con le stesse caratteristiche”.

Dalla U6 alla U12 bambine e bambini giocano assieme. Con la U14 le cose cambiano e iniziano i problemi di numero, cosa sta facendo la FIR per fare in modo che le Under 14 sparse qua e là possano avere chances di continuare a giocare?
“Da due stagioni a questa parte, con l’ultima riforma delle categorie, abbiamo anche l’Under 1 , prima categoria tutta al femminile dopo che le ragazze sono uscite dal minirugby; è ancora una categoria in embrione, anzi se permetti colgo l’occasione per invitare tutte le società ad esortare tutte le piccole atlete che “escono” dall’under 12 a continuare a giocare, a tesserarle e farle partecipare ai concentramenti di categoria che vengono mensilmente organizati dai Comitati, dove si può partecipare anche con squadre miste formate al momento, sempre sotto l’occhio attento di tecnici del comitato. Sto spingendo tantissimo su questo punto, il mio obiettivo/sogno è dare a tutte le ragazzine opportunità per giocare… .me lo sono ripromesso fin da piccola, davanti alle mille difficoltà incontrate, anche culturali. Sicuramente sarà una categoria che seguiremo con la dovuta attenzione anche per i prossimi anni”.

In molte scuole la FIR e i club portano i progetti di avvicinamento al rugby, per maschi e femmine: come viene accolta la nostra disciplina dalle bambine?
“Dalla mia esperienza anche diretta (ho tanti anni di esperienza di lavoro nelle scuole di Perugia, Siena, Città di Castello, Arezzo, Roma) le bambine più sono piccole meno condizionamenti hanno anche relativamente al contatto; chi comincia da piccola ha maggiori possibilità di vivere serenamente il contatto anche con i compagni maschi. Già alle scuole medie si fa maggiore fatica, alle superiori non ne parliamo, ma si può sempre far leva su alcuni fattori per provare a far breccia: il fatto che si gioca solo con e contro femmine, l’attaccamento ai “colori” della scuola… insomma anche le grandi si possono coinvolgere!”

Nel mini rugby non sono poche le educatrici che allenano i bambini… non sempre sono ex giocatrici. Le ex giocatrici vengono coinvolte?
“Tantissime ragazze allenano nel minirugby, e per chi ha giocato, come per gli uomini, è spesso naturale voler rimanere in campo per allenare. Anche le donne arbitro sono in aumento!”

Nelle categorie del rugby propaganda non si riscontrano motivi oggettivi che possano indurre mamma e papà a non proporre l’esperienza della palla ovale a propria figlia. Capita spesso di  vedere sui campi di gioco bambine e ragazze assai determinate e particolarmente battagliere. Molto dipende dalla predisposizione caratteriale, e probabilmente il fatto di giocare in un ambiente a netta prevalenza maschile non fa altro che rinforzare la tenacia di queste bambine.
La loro gestione comporta la disponibilità di uno spogliatoio o comunque di uno spazio dedicato.
Esaurita l’esperienza nel mini rugby, inizia un percorso ad ostacoli dovuto al fatto che sono davvero pochi (una decina) in Italia i club che riescono ad avere i numeri per assemblare una squadra Under 14, salvo raccogliere ragazze provenienti da altri club, per partecipare a concentramenti mensili organizzati anche  a molti chilometri di distanza, più che altro con squadre miste, come avviene ad esempio per le ragazze del Cernusco che si uniscono a quelle del Rugby Monza.

Continua:... Come nasce un club di rugby femminile? Leggi RUGBY GIRRRLS, il (mini) rugby delle ragazze – Parte II

 

 
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