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L'importanza dello stretching nell'allenamento del mini rugby |
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venerdì 16 luglio 2010 |
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Spesso nel programmare l’allenamento del minirugby viene data poca importanza al ruolo dell’allungamento muscolare pre-attività e post-attività. La scarsa considerazione di questo aspetto è legata probabilmente all’opinione errata che il miniatleta nei primi anni di attività non abbia ancora una struttura muscolare che tragga beneficio da tale metodica. Ritengo sia giusto sfatare questo luogo comune per dare la giusta importanza allo stretching fin dai primi anni di attività. Nella pratica terapeutica quotidiana si viene a contatto con forme di patologie del miniatleta (tendiniti inserzionali, fasciti plantari lombalgie, ecc.) che provano il fatto che se non si allunga la muscolatura già nel bambino l’infortunio può essere in agguato. Anche il modo in cui si attuano le forme di allungamento è molto importante, in quanto allungamenti bruschi possono attivare le terminazioni sensitive dei fusi neuromuscolari che porterà ad aumento del tono e quindi un accorciamento del muscolo anziché di un allungamento. Quindi è da prediligere un tipo di allungamento graduale e prolungato con l’ausilio della respirazione; oltre a dare benefici nell’immediato, il bambino atleta imparerà il corretto modo di eseguire lo stretching , che gli sarà utile per gli anni di attività futura, sempre più intensa. Altro elemento da considerare è che un buon allungamento è uno dei fattori importanti per la qualità della prestazione motoria. Durante la fase del riscaldamento la parte da dedicare allo stretching serve per stimolare la circolazione, soprattutto a livello capillare, nel muscolo. Durante l’esercizio il muscolo viene stirato e quindi compresso e si svuota di sangue e linfa come una spugna che viene spremuta; quando l’esercizio termina e il muscolo viene rilasciato, nei capillari si determina una pressione negativa che facilità l’afflusso di sangue arterioso.
Un ulteriore momento nel quale è opportuno fare uso dello stretching è il post-gara, per regolarizzare gli squilibri di tensioni muscolari dovuti dalla prestazione stessa e per facilitare il recupero. Questo maggiormente negli sport come il Rugby nei quali è previsto il contatto, con conseguenti microtraumi che possono alterare la biomeccanica della struttura con conseguenza nelle tensioni muscolari. Perciò, partendo dal presupposto che gli educatori preposti all’insegnamento del mini-rugby devono educare anche l’atleta, per quanto ancora piccolo, alla presa di coscienza dell’importanza del proprio corpo e di tutto quello che può essere utile per preservarlo, lo stretching deve assumere un ruolo primario nel bagaglio di conoscenze di chi gestisce il mini–atleta. Sante Lugarini Osteopata Nazionale Italiana Rugby |
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