All’aumentare della pratica di attività sportive, i medici dello sport rilevano il corrispondente incremento dell’incidenza di lesioni e traumi, spesso responsabili anche del precoce abbandono dell’attività sportiva. Basti pensare che soltanto le tendinopatie da sovraccarico nello sport rappresentano il 30-50% di tutte le patologie causate da attività sportive e che, secondo l’autorevole American Journal of Sports Medicine, sono causa di abbandono nel 16% degli sportivi dilettanti, con conseguenze sulla salute psico-fisica generale. Il concetto di rischio da sport va rivisto nel senso che la pratica di attività fisica, motoria, sportiva amatoriale o agonistica di livello non può e non deve prescindere al principio di uno stile generale di vita sano, quindi da buone condizioni fisiche che consentano attività che possano migliorare lo stato di salute e non deteriorarle. Sono questi i presupposti che hanno portato alla nascita Medici Fair Play, la nuova iniziativa del Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), che partita il 22 febbraio, in occasione dell’accordo con l’AIDO, ha bruciato le tappe, determinando la convergenza di istituzioni, ordini, federazioni, associazioni e ambiti accademici, che condividono l’idea di promuovere e diffondere la cultura della salute e dello sport, mediante un consapevole corretto stile di vita.
Nei giorni scorsi, in occasione del 7° Forum Internazionale della Salute – Sanit, tenutosi a Roma, il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Associazione benemerita del CONI, ha presentato l’iniziativa e le adesioni sono già tantissime: medici e odontoiatri, medici di famiglia, medici dello sport, specialisti e ricercatori, farmacisti, fisioterapisti, infermieri di riabilitazione, associazioni. La missione possibile dei Medici Fair Play è promuovere tra tutti i cittadini, l’etica della salute e dello sport sano facendo conoscere, grazie all’opera capillare del medico, tutti i presidi e le opportunità possibili per svolgere una sana attività sportiva, in sicurezza e soprattutto che esplichi i benefici richiesti dall’attività stessa. Infatti, troppo spesso si inizia a praticare un’attività fisica in età adulta, senza un’adeguata preparazione e senza controlli medici. L’iniziativa avrà particolare attenzione alla fascia degli adolescenti, che appare sempre più distante ed elusiva dei controlli preventivi dei medici, pericolosamente coinvolta da una cultura deviante e irresponsabile non soltanto rispetto alla minore pratica dello sport, ma rispetto alla crescente assunzione di alcool e droghe, nonché abitudini alimentari e sessuali prive di regole e protezione. Il Medico Fair Play si impegna quindi a informare i propri pazienti sui benefici dell’attività sportiva promuovendo la prevenzione di eventuali fattori di rischio coinvolti nella cattiva pratica sportiva. “In questo modo, il Medico Fair Play, diventa promotore di Fair Play della salute verso i suoi pazienti ma si impegna anche ad essere testimonial in prima persona di fair play della salute con i suoi comportamenti e stili di vita. Obiettivo – spiega il presidente CNIFP Ruggero Alcanterini – è diffondere la cultura e l’importanza di una vita sana grazie allo sport, a partire proprio da coloro che promuovono i principi della prevenzione e della salute. I Medici Fair Play si riconoscono nelle seguenti 10 azioni che sintetizzano il Codice del Medico Fair Play (download Guida Medici Fair Play) . I MFP si impegnano a: 1. essere esempio positivo (testimonial) di stili di vita sani e promozione della prevenzione presso i propri pazienti e la comunità. 2. seguire per primi i pilastri del Fair Play della Salute ovvero della cultura della prevenzione e della buona salute come scelta etica e consapevole per se stessi e per la collettività, sintetizzabili in 3 principali comportamenti: • seguire una sana alimentazione, • svolgere attività fisica anche amatoriale • non fumare o smettere di fumare. 3. partecipare alle campagne di informazione pubblica proposte o coordinate CNIFP per la promozione del Fair Play della salute. 4. promuovere azioni di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione, che deriva da stili di vita corretti, nei confronti delle famiglie, in ambito scolastico, nelle società sportive, nel sociale e sul territorio, verso le istituzioni e i colleghi. 5. svolgere la propria professione con un’attenzione particolare verso bambini, anziani ed extracomunitari che per cultura e/o mancanza di mezzi, non possono accedere alle “informazioni sulla prevenzione”. 6. educare i propri pazienti e tutta la comunità (bambini, adulti, anziani, donne e uomini, normodotati e disabili, extracomunitari e immigrati) a praticare attività fisica come atto di prevenzione e promozione della salute. 7. condividere le proprie esperienze e conoscenze medico-professionali durante i congressi e convegni organizzati e/o patrocinati dal CNIFP, su temi riguardanti la gestione e la prevenzione di patologie cronico-degenerative grazie all'educazione agli stili di vita. Scopo è raccogliere dati e informazioni per costituire un network di esperienze da condividere tra tutti i MFP, la comunità e le Istituzioni Pubbliche. 8. contribuire a realizzare linee guida per il management dei principali disturbi degli sportivi non professionisti (attività fisica amatoriale), degli anziani e bambini (attività motoria). 9. diffondere la cultura del dono di sé che ha la sua massima espressione nella donazione degli organi, del sangue e del midollo spinale. 10. contribuire alla tutela dell’ambiente inteso come elemento essenziale per la qualità della vita e il Fair Play della Salute. Informazioni COMITATO NAZIONALE ITALIANO FAIR PLAY - Stadio Olimpico – Tribuna Tevere – Ingr. 30 00194 Roma - 0636857806 – 3351427462 -
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