La peggior cosa che può capitare ad una cosa bella è che le sia infilato il vestito pomposo della retorica. Il rugby a volte questo vestito se lo cuce e ricuce addosso; cantilena i propri valori di sport educativo, “scuola di vita”, come un mantra, lo scolpisce nella roccia come un dogma eterno. Attaccare a scrivere dei Rugby Friends mi preoccupa proprio per la melassa nella quale rischio di rimanere invischiato. Ho in mente le immagini in controluce di un grande prato verde, il vociare di piccoli e grandi, i sorrisi, l’abbraccio intenso di Lucia e Costanza all’arrivo, i volti e l’immediata intesa degli amici sinceri che sono convenuti per stare assieme, vecchi e nuovi, col pretesto di un torneo, l’ennesimo a questo punto della stagione, di mini rugby. Cose semplici no? Sì, di una semplicità di cui si sente l’eco lontana e basta - a volte - e della quale avevamo bisogno.
Milano, Rovigo, Padova, Rubano, Perugia, Este, Badia, Castelfranco… La consegna delle maglie, bianche stavolta e con la V blu, alla spicciolata, i saluti e i caffè, i gazebo, i tavoli "che vengono su", vicini vicini, in pochi minuti. I ragazzi che hanno già indossato la maglia dei Rugby Friends si cercano con gli occhi: “C’è Marco? Dov’è Leo? Matteo è arrivato? Joshua non c'è?” I nuovi si guardano attorno, Pierluigi, Fabrizio e Petra, coach a prestito, li chiamano e la magia comincia, una magia che col passare delle ore darà i suoi frutti, amicizie che nascono, altre che si consolidano.

I primi “hip hip hurrà” e le partite che iniziano. I ragazzi giocano, giocano, giocano e - miracolo! -, a bordo campo i genitori sono pochissimi… se ne stanno a organizzare, imbandire, mescere, chiacchierare.
Non c’è in palio nulla e non ci sono “migliori giocatori” da premiare, eppure i “nostri” ragazzi corrono, trovano l’intesa, spazzano le ruck, ci sono sempre col sostegno, placcano, si fanno anche male e le magliette vanno in brandelli. Non mollano, si incacchiano anche per qualche scorrettezza di troppo, ma alla fine fanno sempre la stessa cosa: sorridono serenamente.

Terzo tempo is king Devono entrare col furgone per scaricare. Attrezzi e cibarie. Le intenzioni sono chiare e quando compaiono i grembiuli neri numerati con la scritta che inneggia al terzo tempo, capiamo che i milanesi si sono preparati a sfamare un reggimento. Ognuno per sé, ma tutti per tutti. Questa è la regola: ciascuno porta vivande e guai a sfigurare, poi, tutti ospiti di tutti! C’è ogni ben di dio sulle tavole della corte formata dai gazebo dei vari club. C’è il borlengaio che sforna borlenghi senza sosta, ci sono due “tigelliere” da campo che vanno come l’Orient Express, poi la griglia, i salumi, i formaggi, le teglie di lasagne… I Friends ne hanno da vendere, i vignolesi anche e gli altri… pure. Inizia la gara delle bontà, ho visto gente avanzare con una soppressa tenuta in mano con un orgoglio che pareva il tricolore. Per i palati c’è solo da chiedere, digestivi di buona gradazione se ne vedono e allora di che preoccuparsi? Una sarda, poi un borlengo, una fetta di soppressa, poi la torta, le ciliegie, i ciccioli… ordine rigorosamente sparso e buona fortuna ai succhi gastrici. I bambini sono ospiti di tutti e fanno come gli uccellini, spizzicano ovunque, non sembra vero, senza nessuno che vocia “stai seduto”, “mangia piano…”.
 Oh issa Formula speciale ‘sto torneo, ed ecco i giochi… i Friends cementano - aggrappati alla fune - ancora più le amicizie, “oh issa”: la fatica e la voglia di non mollare uniscono. Le staffette sono una occasione per ridere di sè, i calci piazzati… anche: i Friends cambiano tre calciatori, uno più scarso dell’altro, ‘sti Friends! Quando tocca ai premi la giornata ha riempito i cuori, di tutti, così sembra. Non c’è la medaglietta ma la maglia con la V è già un tesoro, il cesto con le vivande è un fatto degli adulti… e li distingui dai bambini solo per questo. I Friends ne hanno portate tre di ceste, nel dubbio. Tutti i club portano a casa un regalo, c’è un premio anche per i cari amici di Rugby4Us che con i Friends hanno un legame intenso. I Rugby Friends Chi sono i Rugby Friends? Amici, che con il pretesto del mini rugby si ritrovano, per coltivare l’amicizia, per dare una chance in più ai propri ragazzi di cogliere il senso dello sport, che è aggregazione, confronto, supporto, divertimento. Questa stagione sportiva, che non è la prima nel mini rugby per molti, ha avuto tre momenti, Perugia, Terni, Modena: sono state tre tappe di questa amicizia che speriamo si consolidi, si estenda, con la considerazione ed il rispetto di chi la osserva incuriosito, sapendola apprezzare e speriamo sinceramente sostenere. Oh issa Rugby Friends...





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