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I BAA-BAAS l'hanno rifatto, 36 anni dopo All Blacks ko Stampa E-mail
sabato 05 dicembre 2009
Image36 anni. Tanti ne sono dovuti passare perché i Barbarians tornassero a sconfiggere gli All Blacks.
È successo oggi, a Twikenham. E c’erano anche quattro Azzurri: Perugini (40' di gioco), Del Fava (53') e Geldenhuys (27'). E l’allenatore, Nick Mallet. Molto orgoglioso a fine gara per avere centrato questo storico risultato, Mallett ha voluto sottolineare che la presenza in questa giornata dei nostri giocatori farà bene allo spirito della Nazionale e che – non fosse stato per l’infortunio – oggi ci sarebbe stato anche Sergio Parisse.
Quella dei Barbarians, recita efficacemente Wikipedia, è una squadra che “non partecipa ad alcun campionato, non ha un campo di gioco, non ha una sede, non ha giocatori tesserati. È una squadra a cui si accede per ‘invito’. Il presidente e il segretario gestiscono tutto per telefono o per posta (all'epoca della creazione della squadra probabilmente più con la seconda o con il telegrafo, oggi magari con l'e-mail). Non si pagano quote d'iscrizione, non si fa domanda d'ammissione. Occorre solo essere buoni giocatori di rugby ed essere invitati".
Che buon sapore quindi questa vittoria, che mischia professionismo e visione amatoriale e un po’ romantica del rugby. Vittoria ottenuta in una partita vera, figuriamoci se gli All Blacks potevano starci a perdere, loro che intanto sono gli All Blacks, i numeri uno nel ranking mondiale, imbattuti nella loro tournee europea, senza mai incassare una sola meta (nemmeno… tecnica).
Ma oggi Habana li ha infilati tre volte e tre volte in tuffo gli ha messo la palla in meta.

36 anni di distanza – si diceva – da quel successo storico (di cui abbiamo parlato, leggi qui di Barbarians - All Blacks 1973 ) che risale al 1973 e che fu griffato dalla meta più bella di sempre, così si usa dire.
Bryan Habana è il man of the match. Passano per primi i “neri” con un piazzato di Donald. Al 10’ del primo tempo, Mitchell intercetta e serve Habana prima del placcaggio. Giteau trasforma. Gli All Blacks, vanno in meta con Smith ma sono i Barbarians ad esprimere il migliore gioco, che sfocia nella seconda meta di  Habana che fissa il risultato al riposo (14-10).
Nella seconda frazione  dopo il piazzato di Giteau Boric segna la meta che riporta sotto i neozelandesi, siamo 17-15. Habana però marca ancora in tuffo, poi ci sono i calci di Delany e Steyn: 25-18 e un altro pezzo di storia è fatto.
Alla fine grande festa e un sincero commento di Totò Perugini: “Non avrei mai creduto di potere battere gli All Blacks”. Magie a strisce bianco nere, quelle dei Baa-Baas.

Barbarians - Nuova Zelanda 25 – 18 (14 – 10)
Barbarians: 3 mete Habana, 2 trasformazioni Giteau, 1 punizione Giteau e Steyn
Nuova Zelanda: 1 meta Boric e Smith, 1 trasformazione Donald, 1 punizione Delany e Donald
 

 

 
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