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Qualche volta i sogni... Stampa E-mail
martedì 17 novembre 2009
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Noi della vecchia guardia, quelli pieni di fango, quelli che “ciao, il martedì e il giovedì mi alleno, la domenica gioco, mi chiamo Sergio; tu come ti chiami?”, quelli della doccia fredda due volte alla settimana “perché purtroppo oggi il boiler non funziona”, quelli degli spalti pieni di qualche fidanzata infreddolita (quando avevi la fortuna di averne una), e qualche compagno di squadra “trombato”; noi che passavamo lunghi minuti a spiegare allo zio di turno che “il Rugby è quello della palla ovale e il Baseball è quello della mazza e non viceversa”; noi che ci ritroviamo dopo trent’anni e ci parliamo come se ci fossimo lasciati ieri...
noi, sconosciuti che scopriamo di esserci incontrati da avversari trent’anni fa e che all’improvviso siamo grandi amici; noi che ci troviamo una volta all’anno e ci raccontiamo la stessa partita rivendo la stessa
emozione di una vita fa; noi che sappiamo dov’è Borgo Poncarale, dov’è Lumezzane, noi che sappiamo arrivare a Calvisano anche quando c’è la nebbia delle grandi occasioni, ma che in tanti anni non abbiamo una “solita strada” per arrivare a Parabiago; noi che una volta abbiamo vinto a Messina
e pareggiato a Roma, noi che “in Veneto è sempre dura”,  noi che in serie B eravamo a un gradino dalla “massima serie”.

Noi. Noi che “c’eravamo” anche prima, cosa credete che abbiamo pensato vedendo 80.000 persone a San Siro a tifare un po’ per l’Italia e un po’ per gli All Blacks? O ascoltando la Haka nell’impressionante silenzio di un muro di spettatori? O vedendo i nostri bimbi di 9 anni, belli nelle loro divise verdeblù, fieri di essere lì, concentrati su quei 10’ di partita,
indifferenti alle decine di migliaia di occhi puntati su di loro?
O vedendo in quello stadio giocatori che non simulano, non si rotolano fintamente doloranti, che non si ribellano  all’arbitro, spettatori che non tifano contro, che non imprecano? E poi: noi che l’abbiamo visto e rivisto in tv ai mondiali del ‘95 portarsi a spasso mezza squadra inglese, cosa credete che abbiamo pensato vedendo Jonah Lomu indossare una maglia verdeblù come quella dei nostri bimbi?
Ecco, noi abbiamo pensato che qualche volta i sogni si avverano.

Sergio V. ( Presidente Cus Milano Rugby)

 

 
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