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A Treviso l'esperienza, come la palla, si passa... |
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mercoledì 04 novembre 2009 |
"Passa quella palla". Quante volte lo sentiamo sui campi di gioco? Nel mini rugby, come è noto, specie per i più piccoli, mollare la palla ad un compagno è un gesto che si impara nel tempo, non tanto per la difficoltà tecnica quanto per il connaturato "egoismo" dei piccoli. Che, come è giusto, giocano con passione e sognano un giorno di diventare campioni. Seguire l'esempio di chi già è arrivato ad esserlo, può essere il modo migliore per cominciare. Così la pensano a Treviso, alla Benetton. Dove, da alcuni mesi a questa parte, c'è un'iniziativa particolare che sta raccogliendo ampi consensi da parte di tutti gli addetti ai lavori. Un'idea che entusiasma i ragazzi e li pone di fronte direttamente ai loro idoli sul campo, che per una volta svestono i panni degli atleti per diventare allenatori e formatori. Ingacio Fernandez Rouyet, Marco Filippucci, Dion Kingi, Antonio Pavanello, Simon Picone, Fabio Semenzato, Michele Sutto e Fraser Waters sono tra i protagonisti di questa iniziativa, nata da un'idea del coordinatore delle attività del settore giovanile, Martin Field-Dodgson.
Nel loro giorno libero, i giocatori della Prima Squadra, portano borsa, scarpe e tuta presso il Centro Sportivo "La Ghirada" e scendono in campo con i ragazzi delle giovanili, dall'Under 14 all'Under 20. Un allenamento diverso dal solito una volta alla settimana che aiuta i ragazzi a conoscere meglio i propri beniamini e che serve ad ulteriore stimolo per migliorarsi. "Abbiamo provato questo esperimento lo scorso anno con alcuni giocatori in Under 16 - ci dice Martin Field-Dodgson - e subito è stato un grande successo. Per questo motivo abbiamo deciso di ripeterlo. Sfruttiamo il giorno libero dedicato al riposo e senza allenamenti degli atleti per dar vita a questa iniziativa. In più, è stata anche una richiesta arrivata dagli allenatori che possono a loro volta migliorarsi, imparando nuovi metodi di allenamento e osservando i ragazzi in azione durante le sedute. I risultati sono stati ottimi. Vediamo ragazzi arrivare in anticipo agli allenamenti, con grandi motivazioni ed entusiasmo. Per loro è uno stimolo fortissimo a continuare a lavorare duro per migliorarsi, apprendendo direttamente dai campioni che vedono scendere in campo al sabato". Succede così che Dion Kingi passi la sua serata ad allenare l'Under 14, che Marco Filippucci e Simon Picone scoprano la gioia di insegnare all'Under 16 e che Ignacio Fernandez Rouyet, Antonio Pavanello, Fabio Semenzato, Michele Sutto e Fraser Waters si alternino di settimana in settimana con Under 18 e 20. "Nel rugby - continua Martin Field-Dodgson - i giocatori più vecchi ed esperti hanno sempre aiutato nella loro crescita i più giovani. L'idea è nata anche da richieste dei giocatori stessi che volevano provare ad allenare. Sono tutti molto bravi e alcuni sono persino stupefacenti per la naturalezza con cui si approcciano alle nuove leve. E' bastato mandare una e-mail per vedere chi fosse interessato che subito sono arrivate le prime richieste. E per certi è anche l'occasione per migliorare la comprensione ed avere più dimestichezza con la lingua italiana. Inoltre, è sicuramente un modo per ripagare la società della fiducia e del rapporto costruito nel tempo con loro. E c'è anche la volontà di restituire qualcosa, mettendo a disposizione dei più giovani tutto quello che questi campioni hanno imparato sul campo". Insomma, una grande dimostrazione del forte e saldo legame tra i Leoni e le future promesse del rugby trevigiano. Grazie al lavoro intenso e straordinario dello staff tecnico dei giovani biancoverdi, e ad un giorno di riposo sacrificato da questi atleti, un domani potranno nascere anche gli eredi sul campo dei Campioni d'Italia in carica.
Info: Benetton Rugby Treviso |
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