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Il Barone in piazza a FRASCATI
domenica 20 giugno 2010
Rugby FrascatiAndrea Lo Cicero, pilone azzurro e del Racing Metrò di Pierre Berbizier, squadra di Top 14 francese, ha incontrato i ragazzi del Frascati Mini Rugby in occasione della giornata organizzata sabato pomeriggio dal club laziale.
Per un giorno il rugby ha lasciato il rettangolo verde di Cocciano (Frascati) per raggiungere il cuore della città, la splendida piazza San Pietro, dove tantissimi bambini hanno dato vita alla manifestazione "Vieni a giocare con noi".
Il "Barone" è stato ospite d'onore della manifestazione accolto dal Sindaco Stefano Di Tommaso e dal Presidente della ASD Frascati Mini Rugby 2001 Emanuela Musetti.
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Rugby para todos, l'ovale che include
domenica 20 giugno 2010
                            Spotlight!

Rugby Para TodosAlle due di fronte all'ingresso principale dello stadio Morumbi: siamo d'accordo così, con Fabricio. Non è tanto semplice darsi appuntamento, senza essersi mai visti, in una città con venti milioni di abitanti, ma di sicuro lo conoscono tutti lo stadio dove gioca il Sao Paulo, campione del Brasile degli ultimi tre anni - anche se poi il cuore dei paulistas batte più forte per il Corinthians o il Palmeiras, la squadra dei nostri emigrati che si chiamava fino al ‘42 “Palestra Itàlia”.

Ecco dunque il Morumbi, uno stadio da 80mila spettatori piuttosto anonimo visto da fuori. Ed ecco Fabricio. Via mail mi ha raccontato un po' di “Rugby para todos”, il progetto che coordina e che porta la palla ovale fra i ragazzi delle favelas. Monto in macchina, andiamo a vedere.

A Fabricio Kobashi de Faria, oggi 27enne, l’idea spunta in testa nel 2004, al rientro da un soggiorno di un paio d’anni in Australia. A Sidney ha studiato inglese, lavorato come cuoco e preso dimestichezza con la dimensione dell’ovale nella terra dei canguri giocando nel Newport, un club di Northern Beaches con 600 tesserati.

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Certo l'idea dello sport come strumento educativo in aree disagiate non è una novità, neppure qui in Brasile. «Di progetti ce ne sono molti e dentro alle favelas c'è anche una grande voglia di sport, oltre al calcio che tutti praticano», racconta Fabricio, «è naturale che le discipline di contatto abbiano un certo appeal in questi luoghi, quindi io e il mio amico Mauricio, con cui gioco da sempre nel Pasteur, abbiamo pensato che il rugby avrebbe potuto funzionare bene. Però bisognava evitare l’errore commesso quando negli anni Novanta si introdusse nelle favelas l’insegnamento del jiu-jitsu. Molti ragazzi andarono ad imparare quest’arte marziale ma esclusivamente dal punto di vista tecnico, senza la filosofia che ci sta dietro, con l’esito di avere solo un’arma personale in più. Serviva qualcosa di più complesso, di più articolato, al di là di far praticare sport».

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SUDAFRICA - ITALIA: buona prova degli Azzurri
sabato 19 giugno 2010
FIRFinisce con un errore degli azzurri sulla linea di meta degli Sringbooks, ad un soffio dalla seconda meta, che avrebbe reso questa prevedibile sconfitta meno amara. Finisce 29 a 13 per i campioni del mondo che a Witbank rimarcano il divario già segnato a Udine mesi fa, quando l’Italia con in campo Sergio Parisse perse 30-12.
Il punteggio odierno è però il miglior risultato di sempre per gli Azzurri contro il Sudafrica nei nove scontri diretti e cancella il 26-0 a Cape Town di due anni fa. E costringerà anche Mallett a rasarsi a zero, avendo scommesso che se il passivo fosse stato sotto i 20 punti avrebbe sacrificato la sua chioma.
Rientrava Parisse e il capitano ha lasciato il segno, realizzando l'unica meta azzurra, al 62', dimostrando anche una buona condizione atletica dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro capitata il novembre scorso, proprio contro i campioni del mondo. Di Mirco Bergamasco, preciso al piede, gli altri punti dell'Italia.
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Paradenti: respirazione con la bocca, denti da latte
venerdì 18 giugno 2010
ASIOParadenti – Domande e risposte (1-2)

Risponde Antonio Gracco
Presidente di ASIO – Associazione Specialisti Italiani Ortodonzia


1 - Mio figlio è abituato a respirare con la bocca, in particolar modo quando fa sport.
Il paradenti standard che ha provato sostiene che gli rende molto difficile respirare bene e che a deglutire fa fatica. E' un problema di paradenti o deve semplicemente abituarsi?"

Questo è un classico esempio in cui i paradenti standard risultano un po` limitativi.
Condizioni particolari della bocca o dei denti o abitudini viziate come una franca respirazione orale sono indubbiamente condizioni che vanno indagate dallo specialista in ortodonzia al fine di trovare la situazione più confortevole ed efficace per il piccolo sportivo.
Tuttavia se suo figlio è abituato a respirare con la bocca, se nota che di notte russa un pochino, se d`inverno si raffredda spesso, se fa fatica a mantenere l`attenzione a scuola per tempi prolungati, questi sono tutti segni di una probabile abitudine viziata che può risultare di competenza ortodontica.
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Le Plaisir du Mouvement Stage P. Villepreux
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