Abbiamo bisogno di eroi?

fair-play-ballIeri il ventinovenne calciatore Simone Farina del Gubbio, Serie B, nel corso della premiazione del Pallone d'oro 2011, ha ricevuto dal presidente Joseph Blatter il Gagliardetto di Ambasciatore Fair Play della FIFA.
Il Pallone d’Oro l’ha vinto per la terza volta consecutiva Leo Messi.
All’Italia va questo premio di consolazione per un fatto non accaduto: come è noto Farina non ha truccato una partita, rifiutando il denaro offertogli per farlo.
Il premio va al suo gesto: nobilissimo! Oppure doveroso e scontato?
Fulvio Bianchi su Repubblica: "Blatter ha preso subito al volo il caso-Farina e ha chiamato il calciatore del Gubbio al Gala della Fifa a Zurigo. Come simbolo mondiale del calcio pulito. Come un eroe. C'è davvero tanta (troppa) esagerazione e retorica in questa storia: Farina è stato fatto 'santo subito' solo perché ha fatto il suo dovere e ha evitato una squalifica per omessa denuncia, come prevedono le norme Figc".

Fabio Licari della Gazzetta dello Sport, invece scrive: "E sarà soprattutto il Pallone d'oro di Simone Farina, uomo onesto diventato eroe per aver rinunciato, cosa rara di questi tempi, ai soldi sporchi e facili di una combine, denunciando il fatto e scatenando le indagini: sul palco della Kongresshaus di Zurigo, per lui un applauso mondiale accanto a campioni milionari.”
Secondo  Giorgio de Tommaso del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, il premio Fair Play, titolo "secondario" attribuito dalla Fifa, “in questo caso ha avuto un significato altissimo. Siamo sicuri che mai titolo sportivo sia stato più meritato!”

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Eroe o non eroe?
Farina secondo Blatter è il simbolo dell'integrità del calcio. Dell’integrità del calcio si potrebbe discutere ma credo che nessuno se la sentirebbe di affermare che il calcio non sia violato pesantemente dal malcostume, dall’imbroglio, dalla violenza, dalla antisportività.
E’ di oggi la notizia del raid compiuto ieri pomeriggio contro i giocatori dell'Ebolitana calcio, in cui durante l'allenamento un manipolo di ultras incappucciati ha minacciato e picchiato calciatori e componenti dello staff tecnico (e sembra che nessuno abbia presentato denuncia!).
Inconcepibile nel rugby, nel calcio siamo alla assuefazione.
Alimentandosi assai di chiacchiere e polemiche, anche il tema del premio fair Play potrebbe fare gioco ai parolai che si indignano ma poi stanno al gioco da sempre.
Quale è in effetti il principale male che affligge questo sport?
La mancanza di cultura sportiva.  Contro cui la FIFA ha in campo diverse campagne, non a caso: vogliamo essere maliziosi e ci viene da pensare che sia anche una strategia di recovery per proteggere il prodotto.
Fair play, sportività sono valori incommerciabili che, o sono chiaramente trasmessi ai bambini che si approcciano allo sport, o sono difficilmente recuperabili poi.
Servono a questo fine gli eroi?
Farina avrebbe fatto ben volentieri a meno di questa notorietà ma suo malgrado è stato eletto “eroe del calcio”.
Se conosciamo un poco l’ambiente del calcio questo significa che con un eroe si sono sistemati la coscienza.
Il calcio ha bisogno di eroi allora, di idoli, e chi sono questi idoli? Uomini di spessore o mascherine strapagate che a parte come calciarla nel sette altro non hanno da insegnare?
Sarà che qui ci occupiamo dello sport dei bambini e siamo un po’ tarati, ma all’educazione dei ragazzi i pseudo modelli proposti dal calcio pare non offrano granché di buono, anzi.
Però, forse proprio per questo, da un altro punto di osservazione, l’esposizione di Farina potrebbe essere il contraltare ai messaggi e i modelli negativi che a mani piene il calcio offre ai nostri ragazzi. Sono sicuro che così la vedono quegli educatori che nell’ambiente del calcio provano a trasferire qualcosa di più di tecnica e tattica e che sono ben consapevoli del valore educativo dello sport, sebbene circondati da troppe persone che hanno comportamenti ispirati all’esatto contrario.

Alleanza educativa.
Questi educatori fanno lo stesso lavoro dei nostri, al netto degli ipocriti, e insieme costruiscono quella educazione sportiva che - non essendo prerogativa di uno sport in particolare – aiuta a crescere i nostri ragazzi su ogni tipo di campo, davanti ad ogni tipo di evento sportivo. In questa ottica “eroi per caso” come Farina hanno un senso. Sono un appiglio e poi un simbolo speriamo sempre più imitato. Ma servono maggiormente persone che della correttezza facciano la normale quotidianità.
Perché l’antisportività sia isolata, diventi minoranza ovunque, la cultura della correttezza, del rispetto, della lealtà… vanno rafforzate anche attingendo ai buoni esempi di ogni sport. Come dire, le persone per bene ci sono ovunque, ispiriamoci a quelle da qualsiasi sport provengano. La sportività è trasversale e i nostri figli ne hanno bisogno a prescindere: non è ripetendo che il calcio fa schifo che l’educatore di rugby o di judo o… diverrà migliore e il suo sport più educativo ed apprezzato.

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