Suggerimenti in ordine sparso per i genitori dei mini rugbisti

minirugby.it-genitori-partitaSono cambiati, e molto, i tempi. I genitori venti o trenta anni fa al campo o in palestra a vedere i loro figli praticare sport non ci andavano assiduamente.
Oggi la presenza dei genitori è una costante.
Forse varia da sport a sport, ma quel che sappiamo, perché lo possiamo constatare ogni domenica, è che nel mini rugby i genitori partecipano.
Partecipare significa “prendere parte”, cosa che si può manifestare sia con l’impegno attivo nel club (impegno non di poco conto), sia essendo semplici spettatori.
In entrambi i casi papà e mamma portano la testimonianza del proprio interesse per le attività dei figli, mostrano la volontà di condividere le emozioni con i loro bambini.
Allora come mai si discute della opportunità di avere i genitori al campo?
Perché succede che la partecipazione vada oltre. In entrambi i casi serve invece misura.

Partecipare con un ruolo attivo alla organizzazione del club significa in fondo proporsi come “genitore in seconda” di tutti i bambini. Il papà agirà nell’interesse di tutti; è innegabile che in alcune situazioni possa trovarsi in imbarazzo, pensiamo all’accompagnatore che si trova a dare indicazioni, anche e redarguire o peggio a dirimere liti che vedono coinvolto il proprio ragazzo.
La partecipazione del genitore spettatore, invece, trascende quando sfocia nella intromissione nel lavoro degli adulti preposti a seguire i bambini, quando la passione si tramuta in foga ed esternazioni volgari.

L’esperienza ci propone alcuni suggerimenti in ordine sparso per i genitori dei mini rugbisti:

  1. il mini rugby non è il rugby, a giocarlo ci sono bambini, non adulti
  2. i bambini hanno bisogno di supporto: consigli e non continue imposizioni o scelte dei genitori
  3. ascolta tuo figlio, chiedigli sempre: come è andata? ti sei impegnato? ti sei comportato bene? ti sei è divertito?
  4. i bambini la borsa riescono a portarsela da soli, le scarpe se le allacciano in qualche modo e prima o poi lo faranno perfettamente; lo sport aiuta a prendersi via via le proprie responsabilità, non togliergli questa occasione
  5. la doccia è uno spasso… stai fuori dallo spogliatoio il più possibile, lascia che siano l’accompagnatore e l’allenatore a dirigere l’orchestra fino in fondo
  6. le scelte tecniche le fa l’allenatore, se pensi di potere essere un bravo allenatore iscriviti ai corsi della FIR e preparati a mettere a disposizione il tuo tempo infrasettimanale e domenicale per il club, generalmente poco più che gratuitamente
  7. cerca di conoscere l’allenatore per comprendere la sua filosofia e i suoi obiettivi. Quando hai qualcosa di importante da obiettare sull’operato dell’allenatore, non sbandierarlo ai quattro venti, parlane con i dirigenti o con l’allenatore stesso
  8. se tuo figlio ha giocato male, non farglielo pesare, gli creerai solo ansia da prestazione, sdrammatizza e incoraggiarlo a cercare di migliorarsi, l’apprendimento è un percorso a tappe e la cosa più importante è impegnarsi, non il risultato; se ha giocato bene non è ancora Jonny Wilkinson: cerca di essere obiettivo e moderato, evita le valutazioni in eccesso o difetto
  9. che abbia o meno talento ricorda che comunque non basta per emergere, applicazione, fatica, umiltà, costanza si possono “allenare” e sono fondamentali
  10. stai fuori dal campo, fai un respiro e goditi la partita; ricordati che là in fondo c’è lo stand della birra e se non esageri puoi passarci del tempo a chiacchierare con gli amici
  11. gli applausi aiutano, il tifo smodato è diseducativo e nuoce alla immagine del club
  12. tutti i bambini in campo meritano il rispetto che hai per tuo figlio
  13. anche l’arbitro 'incredibilmente' merita rispetto; l’arbitro potresti essere tu se ne avessi il coraggio… pensaci prima di criticarlo o insultarlo
  14. l’operato del club non migliorerà se passerai il tuo tempo a sparlare dietro gli spogliatoi; parla con i dirigenti, se non ti ascoltano prima di prendere decisioni chiediti sempre se tuo figlio sta bene o no in quel club. Se i principi educativi in cui credi non sono perseguiti cambia club se c’è una alternativa

La lista è aperta, il dibattito anche.

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