Genitori: un decalogo per riflettere

minirugby.it-ragazzi1) Avviate vostro figlio all'attività motoria per i ben noti vantaggi psicofisici: il bambino deve potere scegliere, sperimentare, cambiare gli sport che desidera. Non obbligatelo a fare uno sport contro voglia e consentitegli di provare differenti attività.

2) L'istruttore deve proporre il divertimento, il miglioramento psicofisico e l'educazione come obiettivo finale e non la vittoria, che crea tensione e stress. Purtroppo spesso avviene il contrario in quanto quello che importa è il risultato. Il punto di vista di un preparatore può, e spesso è, diverso da quello di un bambino o della famiglia ma, cari genitori, la gestione del figlio è vostra e penso che il benessere del bambino sia superiore alla coppa, alla medaglia e in genere al successo.

3) Nella scelta di uno sport valutate anche l’ambiente ove si svolge lo sport che deve essere igienicamente a norma, con assistenza vicina in caso di infortunio, con a disposizione un telefono in caso di urgenza, senza pressioni agonistiche esagerate o selettive, senza pressioni farmacologiche. Sarebbe importante che tutti coloro che fanno praticare attività fisica ad un bambino siano in grado di prestare aiuto nelle situazioni di urgenza che si potrebbero verificare a partire da piccoli traumi o ferite per arrivare a praticare manovre di rianimazione cardiopolmonare o disostruzione da corpo estraneo.

4) Per evitare il rischio di esercizi sbagliati o che arrecano sovraccarico delle strutture in crescita o creano problemi psicologici verificate che vostro figlio sia allenato da personale qualificato e adatto a quella fascia di età.

5) Pretendete che il bambino venga trattato con rispetto. Non è raro sentire l'allenatore che urla o ordina degli esercizi pesanti per punizione. Ma purtroppo non è neanche raro osservare un genitore che sgrida il proprio figlio, invece di incoraggiarlo e fornire semmai il suggerimento tecnico giusto per migliorare e sdrammatizzare l'eventuale errore.

6) Seppure pieno di energie, ricordatevi che vostro figlio ha il sacrosanto diritto di riposarsi. Lo studio, le varie attività correlate (vedi lezioni di musica o di lingue straniere), la malattia, la crescita richiedono dei carichi di attività motoria diversi a seconda dei periodi, nonché le giuste pause. Gli allenamenti troppo frequenti vanno ridotti e i riposi non devono essere ripresi come una colpa.

7) La competizione deve essere vissuta solo dai bambini che la desiderano e che siano in perfette condizioni psicofisiche. Senza pressioni esterne, con il rispetto della gradualità della qualità e della quantità del carico di lavoro, osservando il tempo giusto di guarigione e riabilitazione dai traumi.

8) Accertatevi che vostro figlio si alleni e competa con giovani di pari capacità. Vostro figlio si potrà divertire serenamente solo se inserito in gruppi omogenei per età cronologica, ma anche per età ossea o maturità puberale.

9) Diritto di pari opportunità. Tutti i bambini devono poter giocare, senza fare panchina, senza tenere conto del risultato agonistico, che sarà ricercato più avanti nel tempo.

10) Ricordatevi che vostro figlio ha anche il diritto di non essere un campione. Sta praticando sport per i vantaggi che arreca e per divertirsi. Solo uno su quarantamila potrà diventare nella vita futura un professionista.

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Fonte: Gazzetta.it (M. Bocchi)

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