"So' ragazzi". Il mio Fulvio’s Rugby Day

minirugby.it-lettereSono le 8 del mattino del mattino quando arrivo alla club house per iniziare la giornata che aspettavamo e temevamo. Il sole è ancora basso e l’aria è fredda.
Entro sul campo e il riflesso della brina mi regala un salto indietro di 30 anni quando i nostri allenatori ci portavano in giro per il Lazio partendo all’alba  per non arrivare tardi.
Un filo di fumo si alza al di la della siepe, è Jimmy che accende il barbecue. Decido per il secondo caffè della giornata e mi faccio avvolgere dal tepore del camino della Club House lasciato sapientemente acceso tutta la notte. Negli occhi dei ragazzi della Club house quel misto di eccitazione e timore che pervade un po’ tutti quando arriva il momento della verità. Bevo il liquido caldo e meccanicamente registro che oggi devo contare i caffè per non esagerare.

Squilla il cellulare, è un papà di Ostia, mi avvisa che stanno per partire e mi chiede come mai nel nostro sito non li abbiamo citati… Ostia?... Ostia??? Ma non ho ricevuto la loro iscrizione! Glielo dico dopo averlo rassicurato che faremo giocare i loro ragazzi… e ci mancherebbe!
Chiamo Bea, le comunico di rivoltare il magazzino e scovare altre 50 magliette da regalare ai ragazzi dell’Ostia. Sorrido alle sue flebili proteste, ormai ha fatto il callo ai cambiamenti repentini.
Non so esattamente quando, ma improvvisamente una strana e contagiosa frenesia ha avvolto tutti e tutto. Un osservatore esterno avrebbe avuto l’immagine di una messinscena meccanica se non fosse stato per i sorrisi, le urla, i fischi i profumi e l’assoluto caos che regalava il primo impatto. Ma lo stesso spettatore se appena avesse osservato un po’ più a lungo avrebbe scoperto che tutto magicamente si inseriva in un puzzle perfetto.
Le Majorette, l’inno d’Italia, le squadre che scalpitano, i primi panini con salsiccia… e via! Partiti!!!!!! Non ci fermiamo un secondo.
I ragazzi della Prima coordinati dal “Selvaggio”, si moltiplicano e li trovo contemporaneamente… dappertutto. Uno sguardo e un saluto di corsa a Tiziana che vende qualcosina del nostro magazzino per tirar su qualche euro. Gnucco ormai sudato brucia davanti alla piastra delle salsicce e cipolle. Mi chiama Bea (a fine giornata le telefonate saranno 54… entrambi abbiamo trascorso la giornata sullo stesso sedime). Mi chiama Luca… i bus hanno bloccato il piazzale. Il Presidente senza colpo ferire sale in auto e guida i "Bestioni” fuori dal labirinto. Mi chiama Vittorio… Gianluca, Giancarlo e Sergio. Sono Partiti anche i campi di Via Berni e Segni. Bene!
Incontro i ragazzi della 16 che mi dicono: “Ci siamo anche noi!”. Chiamo il medico per sentire come sta il ragazzo dell’Appia. Alessio intanto mi dice che ha dolore ad una caviglia, di corsa in infermeria e gliela fascio come mi aveva insegnato Micheal.
La pausa pranzo scorre via liscia con le mamme possedute da un’energia che invidio, osservo per un attimo i piccoli atleti seduti e mi commuovo quando uno dei più grandi tenta di convincere uno dei più piccoli a mangiare spiegandogli che dopo devono giocare contro il Colleferro e si deve caricare di tutte l’energie per vincere.

Giannetto mi chiama per la 300sima volta per sapere quante squadre devono ancora mangiare… e io per la 300sima volta gli dico che faccio il check a breve! La mia 10 arriva in finale: Rugby Roma… ahio! Lo sapevo da quando Roberto, il loro Presidente, mi ha chiamato chiedendo di inserire il suo Club. I miei sono forti e sono migliorati molto sull’occupazione e placcaggio ma siamo ancora indietro con il sostegno di continuità e la Roma è forte. Teniamo un tempo intero mettendo in crisi i “pretoriani”. Sul finire del primo tempo prendiamo una meta e nel secondo tempo nonostante una difesa commovente cediamo di schianto. Finisce 4 a 0 e le lacrime dei miei. Non sono abituati a perdere e non accettano serenamente la sconfitta. Riccardo mi spiega che devo lavorare su questo aspetto. Ha ragione… come sempre. Incontro Chicco arbitro di livello sopraffino e un sorriso chiude un piccolo malinteso della mattinata. Quel sorriso immortalato da uno dei fotografi di Paolo spero finirà sul libro fotografico che voglio realizzare a fine stagione. A proposito dei fotografi del Service … me li trovo dappertutto su tutti i campi anzi dentro i campi… ma la loro discrezione e la pazienza dei giovani arbitri permette dei scatti da Pulitzer!

Le finali filano via, il sole affievolisce i suoi tiepidi raggi ed è tempo di cerimonia di chiusura e premiazioni. Concediamo alle squadre più lontane di partire prima della chiusura… è doveroso. Ciononostante il Palazzetto dello sport presenta un’immagine festosa e strasbordante con la musica e centinaia di atleti e genitori a festeggiare con la merenda finale. Da brividi quando incito tutti i ragazzi ad un saluto del Dio del Rugby … un urrà gridato a pieni polmoni scuote i cuori dei presenti. Finisce con Luca e Giancarlo a lavare il fondo del palazzetto perchè a breve i ragazzi del calcetto locale hanno una partita e noi rugbysti vogliamo lasciare le cose in ordine. Saluto Sindaco e Paolo… scappo di nuovo sul campo per giocare gli ultimi 10 minuti della partita Old con il grosso rammarico di non aver fatto in tempo a picchiare Riccardo… si è fatto male prima! Chicco (arbitro vero) come al solito mi fischia due calci contro inesistenti e poi la fine. La doccia mi accoglie bollente… ma non mi regala un briciolo di energia in più. Entro in Club House alle 19.30. Piena come un uovo. Gli occhi delle ragazze e dei ragazzi che hanno pedalato tutto il giorno, sono rossi e stanchi ma assolutamente sorridenti.
Come mi accade sovente dopo giornate così non riesco ancora a staccare la spina nonostante il mio corpo segnali riserva da un paio d’ore. Incontro gli occhi sorridenti di Fulvio dalla gigantografia appesa sul muro… e accade che finalmente intuisco che la magia della giornata si è realizzata. Mi allontano per un momento di rilessione intima con il mio ex Coach e gli chiedo scusa per non aver pensato troppo spesso a lui durante la giornata. Mi risponde quel suo eterno sorriso che sembra dirmi “So ragazzi”…

Raffaele D.D.

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