Nella terra d'Albione mancò la fortuna, non il valore

minirugby.it-lettere Nei giorni 19 e 20 marzo l’under 10 della Scuola Rugby Vicenza si è recata in Inghilterra per due giornate intense di minirugby.
Grazie alla collaborazione e supporto degli amici degli Oxford Harlequins i nostri impavidi Micetti Furiosi hanno potuto partecipare il sabato ad un concentramento ed alla domenica all’importante torneo di Banbury.
Tanto per non venir meno alla tradizione, già al momento dell’imbarco non abbiamo perso l’occasione di farci notare per il nostro stile da "Brancaleone alle crociate" (prosecco imbarcato col bagaglio? Non sia mai!). Superato lo shock (altrui) di averci avuti come simpatici e tranquilli compagni di viaggio, abbiamo finalmente raggiunto in nottata la splendida Oxford, ove i miniruggers vicentini hanno potuto rendere consci del loro arrivo gli altri ospiti dell’hotel.
In un viaggio del genere la componente culturale non può certo mancare e, con la guida di esperti ciceroni, il sabato ci siamo concessi una mattinata da turisti.
La meraviglia e lo stupore nell’ammirare le bellezze locali sono state sottolineate dalle affermazioni dei nostri ragazzi: “sono stanco, quando/quanto/ dove si mangia? Guarda qui è dove hanno girato Harry Potter: e chissene, io voglio giocare a rugby!”

Nel pomeriggio, baciati da un sole primaverile ed un clima quasi mediterraneo, i nostri piccoli prodi si sono finalmente potuti azzuffare per bene, dando del gran filo da torcere ai maestri di casa
Cessate le ostilità con piena soddisfazione degli astanti, imperdibile prosecuzione di serata con un terzo tempo memorabile e partite del 6 Nazioni. Qualche voce fuori dal coro ha perfino rischiato la pelle a causa del tifo a favore dell’Irlanda vittoriosa. Splendida l’ospitalità dei genitori Harlequins, decisamente preoccupati potessimo patire la sete.
La domenica seguente traumatico risveglio e trasferimento sui campi del Banbury Rugby tra gli sbadigli e l’emozione. Imperdibile il “modesto” ingresso in campo della disinvolta compagine vicentina, tra bandiere al vento ed inno di Mameli intonato a gran voce. Si gioca con un cielo coperto e clima inglese, ma su campi che sembrano di moquette tanto morbida è l’erba. Interessante il confronto tra i due modi di gioco: più impostati, tecnici ed attenti allo schieramento gli inglesi; più arrembanti, aggressivi e fisici i nostri. I Micetti hanno dovuto imparare ed adattarsi alle regole inglesi, ove già in U10 si gioca con touche e contested scrum (ovviamente nessuno di noi ha idea di cosa si tratti).
Ammirevole l’impegno profuso dalla squadra per portare a casa il risultato: pur trattandosi di bambini di 10 anni, certe azioni riproducevano fedelmente il gioco dei grandi. I nostri sono stati giudicati i migliori placcatori del torneo; mentre gli inglesi risultavano decisamente superiori nel gioco alla mano, nella pulizia e nelle mischie. Sicuramente i Micetti non hanno certo subito gli avversari o sofferto complessi di inferiorità; hanno lottato come ci hanno abituati, sputato sangue (e non solo in senso figurato…) e si sono guadagnati il rispetto e l’ammirazione di tutti. Lo spettacolo non è mancato e, volendo citare,  “mancò la fortuna, non il valore”.
Non abbiamo portato a casa trofei, ma basti dire che in due giorni, di sette incontri disputati ne è stato perso solo uno.
Bellissimo poi l’affiatamento creatosi tra i magnagati e gli arlecchini. Quando non impegnati a darsele di santa ragione, le gracili creature si sono prodotte in un tifo sfegatato a favore della reciproca compagine in campo. Altresì rimarchevole il risultato delle mamme biancorosse che al grido di “push Vicenza push” (siamo anche internazionali) sono riuscite a guadagnarsi il titolo di miglior tifoseria disorganizzata.
Per non venir meno alle aspettative, finale di trasferta scoppiettante con il tentativo dell’incauto personale addetto all’imbarco di contestare le dimensioni del nostro bagaglio a mano. Una veloce modifica in situ dell’apposita sagoma e la concreta minaccia di una rolling maul bastava per farlo desistere dal tentativo.
Concludendo un’esperienza memorabile, formativa ed educativa, sicuramente da ripetere.

Michele F.

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