Come arrivare in finale in tre rapide mosse!
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- Creato Mercoledì, 16 Giugno 2010 00:21
Sono un generoso e voglio rivelare a tutti voi come raggiungere una finale di un torneo in 3 rapide mosse.
Voglio anche essere modesto – non è proprio farina del mio sacco – me lo hanno insegnato gli amici di un blasonato rugby club.
Andiamo per ordine.
Si seleziona un torneo a più gironi.
Si crea un listone unico con tanti bambini valido tanto per la squadra “A” e che per la squadra “B” (lo so che nel regolamento è proibito, ma «tanto cosa ci posso fare?»), sennò create pure due liste distinte “A” e “B” («tanto chi controllerà mai se saranno rispettate?»).
Giocate il girone A.Vi è andata male? Troppo forti? Peccato.
Allora giocate il girone B, è un po’ meno competitivo, vedrete andrà meglio!
Dimenticavo, prendete i migliori della squadra “A” e passateli alla squadra “B”, non fatevi scrupoli, lasciate pure 7-8 bimbi della “B” a guardare i compagni bravi.
Imprevisto: un’altra squadra insidia il vostro primato!
Niente paura: rinforzate con 4 dei vostri – in prestito solo e unicamente per quella partita – la squadra che deve affrontarli. Pareggio 1 a 1 (magari segna proprio uno dei vostri in prestito: beh, sono belle soddisfazioni!)
Se qualcuno protesta e vi segnala che non si possono prestare in corsa giocatori a squadre dello stesso vostro girone, voi replicate sempre: «L’ho fatto in buona fede».
Oh, finalmente siete in finale, bravi!
Ora potete schierare la vostra squadra “C”, con il meglio che avete.
Tutte le altre squadre del torneo hanno rispettato le regole e voi no? Non temete, ripetete sempre: «Lo abbiamo fatto in buona fede».
Su forza amici del minirugby, applichiamo le 3 rapide mosse ai prossimi tornei:
- iscrivere più squadre, poi scambiarle e mischiarle al bisogno;
- prestare propri giocatori alle altre squadre più deboli del vostro girone solo quando devono affrontare possibili vostri inseguitori;
- ripetere di continuo: «Sono in buona fede, non l’ho fatto apposta».
Certo anche chi organizza il torneo deve mettere molto del suo per permettervi tutto ciò e far finta di niente.
Dai amici, cominciamo ad applicare le 3 rapide mosse dal prossimo torneo organizzato dalla blasonata società. Le abbiamo imparate da loro, sicuramente non avranno nulla in contrario.
Lettera firmata.
• Il “Bignami del vincitore a tutti i costi”.
Con il ritmo di una ricetta letta da Giovanni Muciaccia di Art Attack (prendete il Modello B e ritagliatelo accuratamente… fatto?) ecco un fresco vademecum sperimentato sul campo su come sconfiggere... lo sport e passare sopra con gli scarponi grossi ai protagonisti, i bambini.
Le regole esistono per garantire il corretto svolgimento delle gare e le deroghe dovrebbero essere consentite solo con l’accordo di tutti e sempre senza prescindere dalle tutele previste per gli atleti (protezioni, minuti di gioco…). Ma – a mio avviso – le regole servono soprattutto a proteggere il divertimento dei bambini e a garantire che lo sport dia ad essi un contributo educativo. Nei fatti e non solo nei blandi discorsi di inizio e fine stagione, quando è più facile parlarsi addosso o premiarsi l'un con l'altro.
Genitori ululanti, dirigenti bizantini, allenatori furbacchioni, accompagnatori che si accapigliano per una meta o un vantaggio non dato: di tutto hanno bisogno i nostri figli tranne che di pessimi esempi e di adulti che li raggirano e che invece andrebbero emarginati.
Le scuole sportive hanno sempre più la necessità di essere guidate da istruttori consapevoli del loro ruolo pedagogico, non semplici trainer ma educatori che credono e si ispirano ai valori della lealtà e del rispetto, che non siano attenti solo agli aspetti tecnico-tattici, e che siano d’esempio sotto il profilo umano.
E noi genitori (che ruolo impegnativo!) dovremmo interrogarci e imparare a cambiare il nostro punto di vista di adulti, ragionando sulle vere necessità dei bambini, che non sono certo alzare le coppe di plastica la domenica e collezionare vittorie posticce.
mf




