Andare a giocare... per Leonardo e Riccardo
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- Creato Mercoledì, 26 Maggio 2010 18:44
Difficilmente dimenticheremo.
Giocare a rugby per celebrare il ricordo di due ragazzini scomparsi l'anno scorso - Leonardo e Riccardo della Leonorso Udine - è una faccenda che può apparire incongrua, al limite dell'ingiusto. Ma è stata proprio la presenza sul campo dei loro genitori, la testimonianza del più atroce e inconcepibile dei dolori, quello di padri e madri che sopravvivono ai propri figli e le loro parole dal palco delle premiazioni, a confermare che lì bisognava andare e giocare.
Proprio così. Andare e giocare, semplicemente. Per le emozioni, per l'amicizia, per la capacità di unire e sostenersi a vicenda, fosse solo per un istante, che lo sport sa suscitare. Andare e giocare. Per attribuire meglio pesi e valori delle nostre esistenze e separare ciò che conta da ciò che vale poco.
Se non ci si riesce, se non è così, vuol dire che lo sport non serve e il rugby nemmeno.
Difficilmente ricorderemo un giorno se a Udine abbiamo vinto o abbiamo perso.
Di certo non scorderemo invece che abbiamo costituito un'unica squadra insieme all'Asr Milano, su loro invito e personalmente non smetto di ringraziare per il gesto. Soprattutto ringrazio Luca Trentani, Marco Gambarini e ... l'anima divisa in due di Pierluigi Tolot, per aver ideato la cosa e per avermi coinvolto nell'organizzazione. Da un po' di tempo per me, ma credo per tutti, è sempre più difficile dire "noi" e dire "loro" quando penso a un avversario come l'Asr. L'unico confine che credo giusto mettere è quello che dura lo spazio di una partita in cui i "nostri" e i "loro" si confrontano. Prima e dopo, non vedo né pongo distanze.
Un'altra cosa che non scorderemo è l'accoglienza della Leonorso Udine e delle famiglie che hanno ospitato i nostri ragazzi. L'unica cosa "storta" è che per incontrare Massimo Rizzi (il presidente) e la sua bella compagnia, bisogna fare quattrocento chilometri e qualche coda di troppo in autostrada. Ma ne varrà sempre la pena e poi ... li aspettiamo qui (quindi ci tocca organizzare qualche test-match di pretesto).
Qui mi fermo, temendo di eccedere in retorica come al solito.
Stefano D.
• "Andare e giocare. Per attribuire meglio pesi e valori delle nostre esistenze e separare ciò che conta da ciò che vale poco."
Dove sono quelli che "... non vado al Topolino perchè non esprime continuti tecnici, non vado a quel torneo perchè il livello è basso"?
Max Fini




