Mete e verità

minirugby.it-lettere 01/05/2009: un minirugbista Under 9 va in meta, mette giù la palla (attenzione non ho detto “schiaccia la palla”). L’arbitro fischia la meta. Compagni e genitori esultano. L’azione era stata davvero bellissima!
L’allenatore della squadra avversaria però non esulta, no: corre dal bambino e gli dice: “Non l’hai schiacciata! Diglielo all’arbitro che non l’hai schiacciata la palla!”. Il bambino, intimorito, ammette: “Non l’ho schiacciata: l’ho posata.”
L’arbitro annulla la meta, la squadra perde una posizione nella classifica, ma tutti sono comunque orgogliosi di quel bambino onesto che così non ruba nulla a nessuno ed incarna lo spirito vero di questo sport! Due giorni dopo gli educatori assegnano una medaglia d’onore a quel ragazzino che tanto ha pianto perché combattuto: meglio la verità e una posizione in meno o una bugia e una posizione in più nella classifica?
Un anno dopo (23/05/2010)... un ragazzino Under 10 e i suoi compagni giocano una partita importante che potrebbe assegnare loro uno strameritato e più che sudato, viste anche le temperature, secondo posto! Il coronamento di una stagione di allenamenti e concentramenti, tutti sempre presenti senza badare a pioggia, neve, vento o gelo! Dopo una bella azione riesce ad arrivare in area di meta e schiaccia (schiaccia!) la palla (aveva aggrappati alla sua schiena 3 avversari). Ma l’arbitro, che era dietro al ragazzino, non vede e… non fischia.

A bordo campo se ne sono accorti tutti: allenatori del ragazzino, allenatori della squadra avversaria, tecnici di altre squadre… ma l’azione continua.
Terminata la partita viene chiesto all’allenatore della squadra avversaria di confermare quella meta all’arbitro, viene chiesto di dire semplicemente la verità, proprio come successe al quel ragazzino  esattamente un anno prima. Questo avrebbe significato il termine della partita in pareggio ma soprattutto la vittoria della "verità" e la soddisfazione per quel ragazzino e ai suoi compagni per gli sforzi fatti!
Ora mi chiedo solo: dove sono finiti lealtà, rispetto degli altri e soprattutto di se stessi per questo adulto/allenatore? 
Al di là di tutto questo, anche se un po’ rode che i veri valori in questo caso siano rimasti solo delle belle parole, noi ci siamo divertiti tutti lo stesso, perché la cosa più importante è stata trascorrere con i nostri minirugbisti tre giorni di puro divertimento ed aggregazione!
Questo per noi è rugby: un terzo tempo durato tre giorni che rimarrà nei nostri ricordi!

Paola, una mamma.


• Domenica ho assitito ad una scena non dissimile. Un ragazzino rincorre un pallone calciato dall'avversario, il pallone sta per uscire a lato ma per la foga il ragazzino lo tocca con un ginocchio, la rimessa sarebbe stata dei suoi avversari.
Gli educatori della squadra avversaria sono lì, accennano questa cosa con garbo all'arbitro, l'arbitro chiede al ragazzo se l'ha toccata e questo dice di no. L'educatore di quel ragazzo era dalla parte opposta e non poteva vedere. Senza proteste di alcuno il gioco riprende.
Quel ragazzo avrà altra occasione per imparare che non ha guadagnato nulla.
Dimenticavo... anche qui il terzo tempo era ottimo... :-)

mf 

Informazioni aggiuntive