A ciascuno la sua classifica

minirugby.it-lettere Caro minirugby.it, in questi giorni ho ripensato al nostro secondo torneo Topolino, e questa seconda bellissima esperienza ha confermato, se ce ne fosse bisogno, ciò che il rugby, e ancor più il minirugby, vuole e riesce a trasmettere a chi lo "frequenta" : lealtà, coraggio, perseveranza, rispetto e amicizia.
E sono tornato a casa fisicamente provato ma spiritualmente molto più ricco, e sono grato a tutti i nostri grandi piccoli rugbisti e alla marea  di genitori e volontari dell'organizzazione che hanno reso lo scorso fine settimana unico e meraviglioso.
Come faccio spesso, curioso tra i siti delle varie "mini squadre" per leggere delle altrui esperienze, per conoscerli (almeno indirettamente ) un po' di più, e oggi sono rimasto colpito nel leggere, sul sito di una squadra "x" cittadina che, tra i momenti più belli del torneo qualche bambino abbia risposto "l'aver superato la squadra 'y' in classifica generale".

Non è certo un delitto, visto che è stato detto da un ragazzo di 12 anni, ma penso che se così è stato, forse il lavoro del suo educatore-allenatore non è stato realizzato al meglio, e questo, dopo un fine settimana così bello come quello del Topolino, mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca.

Paolo C.


• Caro Paolo
comprendo e aggiungo. La competizione fa parte, col gioco, dello sport, ne è, come il primo, una componente essenziale. Nella competizione ciascuno si prefigge un traguardo che di norma prevede di superare l'avversario, magari tutti gli avversari, come ha certamente desiderato e realizzato chi ha vinto il torneo o è andato ad un passo dal vincerlo. Un conto è farlo rispettando regole, arbitro, avversari, un conto è tendervi con esasperazione.
Anche superare la squadra di un altro club può quindi rappresentare un obiettivo, significa che quell'avversario è un riferimento, merita rispetto, e questo non è poco.
In questi giorni abbiamo letto e sentito dire "il nostro club è soddisfatto, la nostra under è arrivata 27esima su 72...", sono sicuro che altri lo riterranno un risultato di poco rilievo e altri ancora - dal luogo remoto dell'ultimo posto - un risultato invidiabile.
Altri considerano la mera partecipazione un risultato eclatante, altri ancora non parlano di risultati sportivi ma educativi, come superare se stessi, crescere.
Ognuno, insomma, alla fine ha la sua classifica finale e la propria soddisfazione.
Temo di più chi dichiara fini educativi in quello che fa e alla fine, in realtà, gioca "solo" per vincere, per sè.
E non te lo dirà mai.

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