Richiesta di “amore” per la Rugby Roma

minirugby.it-lettere Sono passati mesi dalla nostra del 5 giugno 2008, nella quale ci lamentavamo, con evidente ragione, del poco “amore” che veniva profuso dalla dirigenza societaria della Rugby Roma (ottuagenaria e una delle prime società rugbystica italiana), nei confronti del settore giovanile (e non solo).
Al di là  delle singole pazienze dei genitori, che per “amore” di questo sport hanno cercato di trasmetterne i valori ai loro figli, ed alle continue richieste di auto tassazione per la partecipazione a campionati e tornei, spesso vittoriose per i colori bianconeri, purtroppo, oggi, siamo costretti a constatare che i timori paventati già in quella data si sono tradotti in angosciante realtà.

Tutto si può comprendere, dalla notifica di un ennesimo Lodo Arbitrale di condanna, per grossolani errori di gestione delle ‘cose’ societarie, alla scarsità di fondi necessari alla bonifica necessaria e vitale per i campi di gioco/allenamento della prima squadra e del settore giovanile, alla insolvenza di numerose fatturazioni di utenze, alla malsana ‘pezza’ del pozzo artesiano, ma noi, perdonateci, non riusciamo, comunque, a comprendere come si faccia a far tracollare, nonostante il contributo di 500 €/annui di oltre 500 famiglie di bambini/ragazzi, le finanze di una Società che, per “amore” è sempre stata tra le più blasonate di questo sport in Italia.
Sì desideriamo a questo punto parlare soltanto di “amore” perché a tutto il resto c’è rimedio, ma non certo alla mancanza di amore. Mancanza di amore per una Società Sportiva, per uno stemma che per quasi ottanta anni è stato l’orgoglio di una città e di una regione, mancanza di amore per la Storia di questo stemma cucito su una maglia nella quale molti bambini, divenuti ragazzi e poi uomini, hanno corso, sudato, perso e vinto ma soprattutto: amato uno sport.
Mancanza di amore per dei bambini innocenti ai quali stiamo cercando di far amare questo sport con i nostri sacrifici di tempo, danaro, impegno e di “fegato”, sì perché nonostante i nostri sforzi, notiamo che questa mancanza di amore sta portando tutto alla deriva, alla rovina, allo sfinimento, allo strenuo, all’abbandono, alla disgregazione, allo sfascio.
No, a questo noi ci ribelliamo, siamo disposti a tutto anche ad altri sacrifici pur di continuare a vedere correre un qualsiasi bambino/ragazzo/uomo in queste maglie. Desideriamo che però chi è, oggi, al timone di questa Società dimostri quello che finora non abbiamo visto, il suo “amore disinteressato, vero, spassionato, privo di secondi fini” per tutti ragazzi di questa Società Rugbystica che, nonostante tutto il disamore che gli viene continuamente dimostrato, si impegnano e credono in questo sport ed in questa aggregazione sportiva (una squadra dei giovani della RR ha portato a casa, con amore, un ennesimo Trofeo per la vittoria del Torneo di Prato).
Con i soldi si risolvono parecchi problemi, con l’Amore si butta il cuore oltre gli ostacoli e si riesce a superare anche le crisi piu’ profonde.
Per quanto sopra esposto siamo qui dunque a richiederVi  che l’amore da tutti noi profuso sia corrisposto.
Corrisposto e profuso in tutte le sue manifestazioni da una Dirigenza che finalmente e senza remore sappia e desideri infonderlo, soltanto, in “affari” che riguardino la nostra grande e nobile RR, con una sensibilità tale che, con grande autocritica e dignità, sappia al fine riconoscere i propri limiti e che sappia, al fine, anche mettersi da parte se questo possa essere utile a far durare ancora per un lunghissimo lasso di tempo l’ “amore” per la “Rugby Roma”.

Fabrizio P.

 

 

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