“Voglio giocare a rugby!”
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- Creato Domenica, 03 Gennaio 2010 17:09
“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta” (da Il Piccolo Principe)
Sarà la proposta divertente, gioiosa e giocosa; sarà l’immagine bella e pulita dello sport; saranno i media che lo presentano con valori e caratteristiche di altri tempi, vissuto da guerrieri valorosi e leali… ma il fatto è che ogni volta che mi appresto a proporre il rugby ai bambini nelle scuole elementari e medie, riscontro subito molto interesse e successo.
In tanti mi dicono che avrebbero piacere di far parte di una vera squadra, magari dei nostri Orsi del PalaDonBosco, ma immancabilmente i sogni e i desideri di questi bambini e ragazzi vengono tarpati dai genitori.
Le scuse, riferite poi dai bambini stessi, sono molteplici, talvolta singolari e… patetiche: “Preferirei giocassi a calcio”, “poi ti saltano tutti addosso”, “è uno sport violento”, “non sei grosso abbastanza”, “non è uno sport per femmine”, “non ho tempo per portarti”, “sei troppo piccolo”, “poi ti fanno male”, “non se ne parla nemmeno”…
Lo scoglio da superare sembrerebbe un po’ troppo grosso ma continueremo a provarci, anche perché chi poi è venuto non se ne è più andato e i genitori prima scettici o contrari hanno avuto modo di ravvedersi e di appassionarsi al nostro sport, praticato veramente da giocatori coraggiosi e leali, a prescindere dalle dimensioni del fisico e del sesso.
Bambini e genitori ammagliati dallo stile del gioco, sebbene con motivazioni sicuramente differenti, abbracciano gioiosamente questo nuovo modo di praticare sport, dove tutti sono, a tempo debito, o tutti attaccanti o tutti difensori, nessuno deve necessariamente “stare lì e non muoversi dalla sua zona”, o “guai a superare il centrocampo”, dove tutti per far sostegno non alzano la mano per dire “ci sono passa qua” ma mettono tutto loro stessi per aiutare il compagno di squadra, andando nel minor tempo possibile, proprio fisicamente a stringersi al compagno, imparando così il valore del sacrificio per l’altro e il gruppo, coinvolti dal rispetto che vige in campo e fuori, per i rapporti che si instaurano con gli avversari, l’arbitro e gli spettatori.
Vorremmo che lo sport e in particolare il rugby fosse una vera scuola di vita e stiamo provando a far sì che tutti abbiano la possibilità di fare almeno un tentativo per entrare a far parte di questo gruppo.
Cari genitori, fatevi spiegare una volta di più dai vostri figli cosa vuol dire andare a fare sport per divertirsi e crescere nella lealtà e nel rispetto, e date la possibilità di fare almeno una prova per vedere se tutto questo possa in qualche modo migliorare la loro vita e magari anche la vostra.
Paolo Ricchebono (responsabile tecnico PalaDonBosco Orsi Rugby Sextum)
• Pubblichiamo volentieri questo "invito al rugby" che ci ha mandato Paolo da Genova.
E' un "invito" non rivolto ai bambini, ma appunto ai genitori: date una chance ai vostri figli perchè possano fare ciò che più li attrae, ovvero giocare per divertirsi. Date loro una chance di sperimentare concretamente la lealtà e il sostegno, lo spirito di squadra.
Se non ne abbiamo avuto occasione noi, sforziamoci ora di dare questa possibilità ai nostri ragazzi. E adoperiamoci per creare e mantenere l'ambiente sportivo orientato al divertimento, all'apprendimento, alla socializzazione.



