Una lettera per... "i Sindaci dei Pirati"

minirugby.it-lettere Egr. Sindaci di Bernareggio, Ronco Briantino, Carnate
dicevano quei due che “la vita l'è bela, basta avere l'ombrela, ti ripara la testa.... e sembra un giorno di festa!”
Bisogna avercela la voglia di fare festa, perchè poi, se ce l'hai, chi ti ferma?! Vero? Vero.
Una lezione di vita quotidiana all'insegna dell' “arrangiarsi ma non mollare” l'hanno impartita i Pirati di Bernareggio (sì, il mini rugby si gioca anche a Bernareggio) il 29 novembre scorso.
Grigio, umido, piovoso… uno di quei giorni in cui starsene sotto le coperte non è un delitto. Ma bisogna avercela la voglia e i Pirati ne hanno, tanta, con una buona scorta di pazienza, per non farsi mancare il necessario. Ovvero quel che serve per fare sport – anzi, qualcosa di più… rugby – anche dove spazio per piantare i pali ad H non ce n’è e pare nessuno sia cosi propenso a dartelo.

Leggiamo la cronaca che dice che domenica 29 novembre, sul campo che usano da un anno, con i Pirati c’erano 139 bambini del Lecco, San Lorenzo, Brembate, Castori e Cus Milano che hanno giocato come dei leoni, sotto pioggia e nel fango: pioveva, e quando ha smesso di piovere, ancora pioveva. “E cosa vuoi che sia, voi rugbisti da sempre vi vantate che il fango è il massimo della vita, eccovelo… e tenetevelo addosso”.

Hanno giocato come sempre con voglia e coraggio (provare per credere); genitori, accompagnatori e allenatori che hanno fatto il tifo per i loro ragazzi, hanno aiutato e compreso fin dall'inizio la situazione di palese disagio, hanno montato gazebi, spostato tavoli, distribuito salamelle, panini. Gli spogliatoi chiusi, docce calde niente: chi si cambia all’aperto, chi sotto tende improvvisate, chi nel baule del fuoristrada. Arrangiatevi Pirati.
Bisogna avercela la voglia, e i Pirati, modestamente, ce l’hanno!
Però, cari  Sindaci, non è dignitoso lasciare soli i nostri ragazzi, ci mettiamo la nostra faccia di adulti e non ne usciamo come dovremmo. Possiamo provarci, non sappiamo se ce la faremo, ma possiamo provarci. I genitori di quei bambini ci stanno provando.
I bilanci debbono quadrare, è vero, ma la contabilità delle esperienze negate, delle emozioni taciute, delle chance perdute di crescere in un ambiente sano poi, cari Sindaci, chi la fa?
Vi sembra poco e scontato? Noi sappiamo che, come accade in moltissimi piccoli e grandi centri, mettere assieme queste energie non è uno sforzo da poco. Creare un ambiente pulito, trasmettere i valori del fair play (che con il rugby ci vanno proprio a braccetto, per indole direi), oggi non è un obiettivo che possiamo trascurare se – come credo – ci interessa il futuro dei nostri figli.
Davvero non c’è il modo di contribuire a sostenere questo sport che – credete – ha molto da insegnare? Messa da parte la retorica, il rugby è uno sport che accoglie tutti, anche i bambini che in altri sport vengono un po' dimenticati, insegna lo spirito di squadra, il sostegno, la solidarietà, trasmette coraggio, determinazione e rispetto del prossimo. Cose che nel rugby "si praticano" davvero.
Ascoltare e valutare la richiesta di aiuto dei Pirati, e sostenerla se possibile, può essere una occasione di dimostrare che quei valori sono da voi fattivamente condivisi e difesi.
Insomma, bisogna avercela la voglia di fare festa, perchè poi, se ce l'hai, chi ti ferma?! Ma meglio avere anche l'ombrela.

Grazie della attenzione.

Max Fini


PS: se desiderate sostenere i Pirati, sul loro blog trovate altre informazioni e gli indirizzi per scrivere ai Sindaci del territorio per raccontare loro cos’è il rugby e perché vale la pena di dare una chance:
Vedi il blog dei Pirati con immagini e cronaca del concentramento.

 

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