Il mio Topolino... alcuni genitori...
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- Creato Venerdì, 15 Maggio 2009 11:25
I genitori, al Topolino, hanno tifato, incitato, girato fra gli stand, mangiato in modo umorale e sconclusionato. I genitori, al Topolino, si sono “inc…ati” con gli arbitri, guardati male dai genitori delle altre squadre che in quel momento non avevano i loro figli impegnati a giocare… e che si sono “inc…ati” puntualmente nella partita successiva in cui erano direttamente coinvolti.
Alcuni genitori, al Topolino, volevano visitare Treviso, Venezia, perché “è un’occasione unica, così, senza figli, tranquilli!", e poi sono rimasti due giorni attaccati ai campi di gioco a urlare “Schieràti! Aiutatelo! Calcia! Placcare! Meta! Nooh, passala sta palla! Bravi!”…anche nelle partite delle altre squadre.
Alcuni genitori, al Topolino, sono stati visti (per l’ultima volta) al gazeebo del Rugby Oderzo con un bicchiere di vino mentre sostenevano di aver giocato contro gli All Blacks.
Alcuni genitori dell’Under 9, al Topolino, piacevolmente sorpresi dal fatto che i loro figlioli dormissero per la prima volta da soli (con i loro compagni di squadra) senza alcun problema, sono stati svegliati dal proprio figliolo verso le 2 di notte: “non riusciamo a dormire, di là. Puoi venire a farci compagnia?”, e hanno passato il resto della notte dormendo sulla sponda del letto della stanza dei loro figlioli.
Alcuni genitori dell’Under 11, al Topolino, hanno deciso che i loro figli passeranno tutti i prossimi weekend prima dell’estate con Leif Massari, il loro accompagnatore.
Alcuni genitori dell’Under 13, al topolino, dopo aver visto i piloni del Valsugana Under 13, sono stati felici che i loro figli non fossero arrivati in finale.
I genitori, al Topolino, hanno condiviso con i propri figli una partita con tempo unico di due giorni, un tempo sospeso in cui si vince a prescindere (come sempre nel minirugby, ho imparato): il premio è la leggerezza, la carica positiva per una (pesante?) settimana da incominciare, la sensazione di aver accompagnato “l’adorato pupo” all’inizio del suo percorso e di averlo visto partire con il piede giusto. Poi, probabilmente, non tocca più a noi…fino al prossimo incrocio.
Max G. (genitore di due minirugbysti del Cus Milano Rugby)




