Il mio Topolino... Milano, insieme!

minirugby.it-lettere Un Topolino senza campanili. Un Topolino dove i colori delle maglie servono solo a rendere più brillante, luminosa e vivace la giornata di gioco.
Dove le maglie dai colori diversi non separano ma uniscono, dove le voci di bambini, genitori e accompagnatori finalmente vicini diventano un rombo di incoraggiamento collettivo per dei bambini che stanno tentando di avvicinarsi a quel piccolo grande sogno che è la finale del Trofeo Topolino. L'incitamento è spontaneo e gioioso, le emozioni sono di tutti. Di tutte quelle persone che hanno seguito i loro figli da Milano fin qui a Treviso indossando nel cuore la casacca della propria società ma dimostrandosi anche capaci di vivere e fare proprie le emozioni dei rivali di sempre, spingendo insieme a loro, placcando e correndo insieme a loro, emozionandosi insieme a loro. Insieme.

Finalmente insieme! Io ho avuto la fortuna di entrare al Monigo portato da un gruppo di ragazzi straordinari che continuano ad indossare una maglia che è diversa da quella porto adesso. Per questo grande regalo non smetterò mai di ringraziarli e per questo avrei tanto voluto vedere i colori della mia maglia attuale entrare in quel campo e essere spinti dall’urlo di tutti noi che viviamo e amiamo il rugby in una città che sicuramente non lo ama allo stesso modo. Non è andata così, purtroppo, e Milano non ha potuto gioire ancora. Aspetteremo, non c’è fretta.
Sono sicuro che ce lo stiamo meritando anche se la nostra città è avara, indifferente, scorbutica e di memoria corta. Non ama i diversi, non li aiuta, non li ascolta e non li capisce, e questo, peggio ancora, non vale solo per lo sport.
Ma noi ci proviamo lo stesso, corriamo su fazzoletti di terra dove erba non c’è mai stata, dove docce esauste lavano via chili di fango ma non la gioia che proviamo giocando e aiutando i nostri figli a divertirsi e misurarsi con se stessi e con gli altri, dove placcare un avversario su quei campi è già di suo dimostrazione di immenso coraggio. E allora a tutti grazie per avere capito e dimostrato che "insieme" è qualcosa di più di una parola che spesso si veste di retorica.

Pierluigi T. (educatore, Milano)

 

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