Campioni a tutti i costi? No grazie!
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- Creato Domenica, 21 Dicembre 2008 20:14
Sono stata per 12 anni tecnico, in più di una società sportiva, e in 12 anni nulla è cambiato: a volte (purtroppo tante!) a bordo campo troviamo i frustrati del rugby, che credono che l'autorità sia più efficace dell'autorevolezza e che contribuiscono al movimento rugbystico solo facendo allontanare i ragazzi.
Parlando con i miei colleghi e amici mi viene da sorridere mestamente e dire che, beh, meglio se esiste il rugby, anche per queste persone, così si scaricano dalle frustrazioni... ma quanto male si fa ai ragazzi? Non si può attaccare un’etichetta ad un ragazzino, con la pretesa che sia bravo o meno in un ruolo (a 10 anni si può avere un ruolo?). Lasciamo che scoprano loro stessi le potenzialità che hanno e aiutiamoli in questo cammino, non “seghiamogli le gambe!”
Ho imparato dai miei giocatori che non tutti si avvicinano per diventare campioni, ma anche per molte gratificazioni che lo sport in genere ed il rugby in particolare può offrire: l'appartenere ad un gruppo per esempio! E allora basta con gli allenatori che vogliono educare travestiti da "cerbero" e i genitori che pressano i figli per farli diventare campioni a tutti i costi!
Non mi voglio mettere nei panni di quei ragazzi che escono dal campo con il plotone pronto a colpire... la predica aiuterà la loro autostima e la domenica dopo giocheranno meglio? Non penso proprio. Lasciamo che si divertano e che lo prendano per quello che è: un gioco!
Valentina Fontana




